Roma, 29 dic — Propagandava la jihad tramite le piattaforme social inneggiando ai talebani e al terrorismo: giovane pakistano finisce in manette per istigazione a delinquere aggravata da finalità terroristiche. Lo riferisce BariToday.

In manette pakistano che inneggiava alla Jihad su Facebook

E’ successo a Bari, dove i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) hanno arrestato Arslan Faiz, 31 anni. Secondo il provvedimento disposto dalla Direzione antimafia (Dda) dell’Aquila, il pakistano, che risiede a Francavilla al Mare, vicino Chieti, avrebbe inoltrato via WhatsApp video e foto, istigando «a commettere delitti e a partecipare ad associazioni con finalità di terrorismo e attentati terroristici» e avrebbe condotto una «continua attività di propaganda apologetica, tramite Facebook, consistente in post e commenti a favore dei metodi terroristici e delle vittorie delle milizie talebane».

Auto-radicalizzato

L’arrestato, sempre secondo la Dda aquilana, avrebbe percorso in breve tempo «un rapido ed intenso processo di autoradicalizzazione islamica che ha assunto connotazioni estremiste». Il 31enne pakistano era impiegato in un autolavaggio, come molti suoi connazionali in Italia, e sulla sua testa già il 18 agosto scorso pendeva un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale emesso nei suoi confronti dal prefetto di Chieti. Mentre si trovava in attesa del rimpatrio, quindi, l’aspirante jihadista pubblicava a tutto spiano contenuti e commenti in cui inneggiava alla jihad e ai Talebani che avevano appena riconquistato Kabul al ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan. Secondo gli inquirenti, Faiz avrebbe diffuso, inoltrandoli a più persone a mezzo WhatsApp, video e foto di propaganda jihadista, allo scopo di istigare i propri contatti a commettere atti terroristici.

In particolare, dalle indagini è emerso che il pakistano si rivolgeva ai propri contatti social residenti in Italia e in Pakistan utilizzando la lingua urdu, pubblicando foto e immagini con didascalie in cui elogiava i Talebani, e in particolare dell’organizzazione terroristica pakistana Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp).

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Dall’analisi del suo cellulare, sottoposto a sequestro, sono emersi molti video e fotografie, dei campi di addestramento in Afghanistan, di miliziani armati, effigi di Osama Bin Laden e dei leader talebani, «con espressioni elogiative nei confronti delle organizzazioni jihadiste, invitanti anche esplicitamente al martirio contro gli infedeli».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Da italiano convertito all’Islam non posso che biasimare questi estremisti taliban, ricordo però che i musulmani sono le prime vittime dei Jihadisti sostenuti da sto tipo

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