Roma, 29 dic – Per comprendere la reale efficacia dei vaccini anti Covid, tutti – in un modo o nell’altro – osservano ora quanto sta accadendo in Israele. Tra speranze, scetticismi e incertezze, il governo di Tel Aviv si è sempre portato avanti nella somministrazione ed è il primo al mondo ad aver dato luce verde alla quarta dose. Un secondo booster che secondo Israele potrebbe salvaguardare le fasce a rischio della popolazione.

Il primo studio israeliano

I primi vaccinati con la quarta dose sono stati un professore dell’ospedale Sheba di Tel Aviv e un’infermiera della stessa struttura ospedaliera. Entrambi rientrano però in uno studio su 150 persone che dovrebbe servire a verificare l’efficacia della quarta dose. La campagna di vaccinazione di massa, in questo senso, è ancora in stand by perché secondo Israele servono ancora verifiche. Insomma, nessuno è davvero sicuro che sia il caso di avviarla su larga scala per il quarto richiamo.

Perché Israele frena sulla quarta dose

Particolarmente perplessi al riguardo sono alcuni membri del comitato scientifico consultivo dell’esecutivo israeliano. Gli scienziati non mettono in dubbio i potenziali benefici della quarta dose, ma temono potrebbe causare un “affaticamento” del sistema immunitario. La qual cosa, sempre secondo gli esperti, depotenzierebbe la capacità di contrastare il Covid. Potrebbe insomma “indebolire l’immunità” delle persone vaccinate.

A rivelare i dubbi degli esperti israeliani è il New York Times, che scrive: “Alcuni scienziati avvertono che troppe dosi di vaccino potrebbero effettivamente danneggiare la capacità del corpo di combattere il Covid-19”.
Oltretutto, permangono forti dubbi pure sull’efficacia della quarta dose nel contrasto alla variante Omicron. “Solo perché abbiamo fatto la terza dose non significa che ci dovrebbe essere una quarta dose senza alcuna base scientifica”, dice il professore Dror Mevorach, direttore del reparto Covid dell’Hadassah Medical Center di Gerusalemme. A mostrarsi molto cauto sulla quarta dose è anche Hagai Levine, epidemiologo e presidente dell’Associazione israeliana dei medici di salute pubblica: “Rispetto l’opinione di coloro che dicono meglio prevenire che curare e non c’è nessun problema nell’essere preparati. Ma prima di fare una quarta iniezione, è preferibile aspettare la scienza”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. Dal RdC arriveremo al RdV (V=vaccinazione inconcludente)?! Da un cittadino che non vuol essere solo cittadino e men che meno inconcludente.

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