Bari, 25 mar — E’ finito in manette un 48enne tunisino per il furto sacrilego avvenuto martedì notte nella Basilica di San Nicola. Per l’immigrato si sono aperte le porte del carcere con l’accusa di aver strappato gli oggetti sacri dalle mani della statua del santo: il libro con tre palle d’argento, una croce in argento con alcune gemme, un anello in oro con alcune pietre, una collana reliquiaria. Nonché il contenuto delle cassette delle offerte, gli ori della pastorale e il Vangelo in oro massiccio. Il valore della refurtiva è di circa 70mila euro. Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.

Furto di San Nicola, arrestato un tunisino

L’uomo, con piccoli precedenti penali per furto, è accusato di furto con scasso aggravato dall’aver violato un luogo di culto. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, il nordafricano sarebbe giunto nella piazza della basilica in bicicletta: poi si sarebbe introdotto in chiesa, prima divellendo un’inferriata e poi sfondando una porta laterale in legno. L’uomo è stato identificato in meno di un giorno, grazie all’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza; le forze dell’ordine lo hanno sorpreso in un casolare nel quartiere Japigia, dove si era nascosto.

La refurtiva

Sul posto gli agenti hanno trovato 83 banconote da 20 e 50 euro per un totale di 1.750 euro. Sequestrati anche altri oggetti rinvenuti nel nascondiglio, tra i quali un anello in metallo con scritte cirilliche, quasi sicuramente proveniente dalla Basilica perché «tradizione vuole che i devoti del Santo Patrono, soprattutto di nazionalità russa, oltre alle offerte lancino nella cripta dei piccoli anelli. In effetti, la cripta è stata forzata e da lì sono stati portati via tanto il denaro lanciato sul pavimento quanto probabilmente gli anelli presenti». Secondo gli inquirenti «la somma di denaro sequestrata non può che essere riferita alla vendita delle reliquie del Santo». Portato in questura, il tunisino è stato interrogato per ore ma si è rifiutato di fornire indicazioni utili al ritrovamento del maltolto.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Che vengano, che vengano i tunisini; ne abbiamo tanto bisogno, sono risorse inesauribili. E poi sarebbe discriminatorio accettare gli Ucraini e respingere i tunisini che invece ci portano tanto del bene; Ci riforniscono di droga, mettono in commercio i nostri beni personali, si prestano volontariamente per soddisfare le nostre mogli, figlie, nipoti. E tutto per un pò di accoglienza ! Grazie tunisini, anche allah ve ne sarà grato; auguri, incontratelo il più presto possibile.

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