Roma, 11 nov – C’era una volta il Matteo Bassetti aperturista. Ora è diventato più realista del re e lancia addirittura l’ideona del “super green pass” all’italiana. Visto mai che qualcuno torni ad accusarlo di non essere abbastanza ortodosso sulle restrizioni.



Così Bassetti invoca il super green pass

Per andare al cinema, teatro, stadio, palestra, bisogna essere vaccinato o guarito. Le altre attività si possono prendere con un green pass normale: prendere un aereo, un treno, andare a lavorare”, ha detto a Tagadà, su La7, il direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. “Sono convinto che questo spingerebbe moltissimo la vaccinazione, per recuperare quel 4-5% che ci manca per arrivare ad un’immunità di sicurezza”.

Questo perché, secondo Bassetti, “mentre austriaci e tedeschi hanno introdotto” una sorta di super green pass, “noi aspettiamo. Cosa aspettiamo, di vedere gli ospedali pieni?”. In realtà, tanto per essere puntigliosi, i tedeschi non hanno ancora introdotto il green pass per lavorare. L’estensione del certificato verde, ovvero il super green pass evocato da Bassetti, in Germania è dunque – almeno per ora – relativa ai luoghi pubblici.

C’era una volta un aperturista

Ma c’era una volta pure il Bassetti fortemente critico sulle mascherine all’aperto. “L’uso delle mascherine ha senso solo in luoghi confinatidisse a ottobre 2020, criticando le misure dell’allora governo giallofucsia- laddove non sia possibile avere certezza e garanzia del necessario distanziamento fisico oppure all’aria aperta quando non si riesca a mantenere il distanziamento fisico. Ho provato a cercare evidenze scientifiche sull’uso della mascherina all’aria aperta e dei potenziali benefici sulla trasmissione del virus, ma non ne ho trovate”.

Oggi invece commenta così la stretta del governo sulle proteste no green pass: “Le manifestazioni senza nessun tipo di controllo, senza mascherina o distanziamento non sono il massimo in un momento di alta circolazione del virus”. E ancora: “Il problema è manifestare in sicurezza: un concerto viene organizzato con il green pass, se si vuole fare una manifestazione si seguono le stesse regole”, aggiunge. “Guardate Trieste, la situazione è peggio rispetto a quella di marzo 2020 se si pensa agli ospedali. E’ un dato talmente evidente, per non considerarlo bisogna proprio non volerlo vedere”.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Chissà perché una buona parte di questi personaggi ha studiato in America presso l’università di Yale dove ha sede Skull and Bones («Teschio e ossa» in lingua italiana) che è una società segreta studentesca formata da quindici senior …

  2. Sempre saputo.. non si scopre niente di nuovo. Bassetti è il “nemico numero uno” di chi vuole opporsi a queste regole coercitive e discriminatorie.. insieme a tanti altri ovviamente. Credo che non serva elencare tutte le sue “uscite”, chi lo ha sentito parlare, in questo periodo, può immaginare a cosa mi riferisco.
    Ovviamente è il mio parere.

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