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Bergamo, 29 gen – Stop all’intitolazione della biblioteca del quartiere Colognola di Bergamo a Giulio Regeni, il ricercatore italiano dell’Università di Cambridge ucciso al Cairo. A distanza di un mese, sul bollettino parrocchiale di Colognola, il sacerdote pone il veto. «Ci piacerebbe — si legge — che la proposta fosse portata a un tavolo di confronto nel quartiere: dedicare la biblioteca a Giulio Regeni? Parliamone». La decisione – decisamente impopolare – del parroco don Francesco Poli è ben motivata: «Bisognava consultare il quartiere», spiega al Corriere. Ma, soprattutto. l’intitolazione a Regeni è una «scelta con valore politico».



In tempo di preti rossi e Biancalani vari, la voce di Poli suona davvero dissonante. Prima di tutto, il don critica l’amministrazione. «Alcune persone del quartiere — spiega don Francesco — hanno detto che una proposta così significativa sarebbe dovuta passare attraverso la consultazione della gente. Era meglio chiedere a chi la biblioteca la vive ogni giorno da anni. Scoprire questa decisione dalla stampa locale ha lasciato perplessi». E invece, a quanto pare, nulla.

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Il don: “Regeni non è una figura che può andare bene a tutti”

«Io non lo so se nella Rete sociale se ne sia parlato, comunque — spiega il parroco — questo è un argomento delicato e non basta dedicargli un punto tra le varie ed eventuali. Doveva essere affrontato come un tema più ampio. Condividere le decisioni sul quartiere con i residenti dovrebbe essere in cima ai pensieri della giunta, giusto? Mi pare uno scivolone quello dell’amministrazione. Qualsiasi tipo di decisione dovrebbe passare come si dice, e qualche volta si fa, attraverso una consultazione delle persone che appartengono a un territorio. Se saremo coinvolti, se ne parlerà. Se invece dobbiamo solo partecipare a un evento di inaugurazione, non lo so, ci andrà chi vorrà».

Poi c’è l’aspetto politico della vicenda. «Un’altra cosa — dice don Poli — è la questione che riguarda Regeni, che è politica. Io posso avere le mie idee, ma non voglio affrontare l’argomento». Nemmeno la gente del quartiere è contenta di questa intitolazione. «Mi hanno raccontato che non tutti sono d’accordo su questa decisione, perché qualcuno la vede come una scelta politica. Anche perché gli assessori o i consiglieri, non so chi abbia deciso, appartengono a una parte politica. E poi Regeni non è una figura che può andare bene a tutti».

Le parole del don sono chiarissime: «È un personaggio, diciamo così, che ha purtroppo avuto la disgrazia di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma sappiamo che dietro c’è una questione non ancora chiusa, a livello nazionale e internazionale». Secondo il sacerdote, se Regeni fosse stato un personaggio in cui tutti riconoscono valore o significato, sarebbe «una cosa, qui invece c’è anche la politica. Forse sarebbe servita maggiore prudenza da parte di chi ha proposto l’intitolazione». E poi torna ad attaccare l’amministrazione: «Quello dell’amministrazione mi pare un intervento a gamba tesa, mi sorprende anche. Forse, ma è un mio pensiero, si tratta di troppo zelo».

Cristina Gauri

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