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Città del Vaticano, 8 feb – Vaticano sempre più nelle spire del modernismo sotto il pontificato di Bergoglio: il Pontefice ha infatti nominato, per la prima volta nella storia, una donna (suora) a ricoprire la carica di sottosegretario del Sinodo dei vescovi. Non solo: suor Nathalie Becquart – è questo il nome della nominata – avrà diritto di voto nell’organismo ecclesiale.

Nathalie Becquart: una suora con diritto di voto al Sinodo dei Vescovi

Il Sinodo è un’assemblea permanente che ha lo scopo di aiutare il Pontefice nella guida della Chiesa. Da quando fu istituito da Papa Paolo VI nel 1965, avevano potuto votare esclusivamente i vescovi. Una mossa clamorosa, quindi, quella di Bergoglio, ma in linea con le crescenti richieste – da parte di femministe cattoliche e frange ecclesiali più progressiste – di una maggiore partecipazione – o intromissione? – delle donne in seno ai processi decisionali del Sinodo vescovile.

Bergoglio e l’apertura alle donne

«Dobbiamo promuovere l’integrazione delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti», asseriva lo scorso ottobre il Papa. Bergoglio aveva poi dato concretizzato queste dichiarazioni dando l’ok per il conferimento alle donne (non più in deroga) dei ministeri dell’accolitato e del lettorato e all’insediamento, e di una commissione di studio sulle diaconesse.

Chi è la suora del Sinodo

Dulcis in fundo ecco arrivare  suor Nathalie Becquart, francese, classe 1969, già direttrice del Servizio nazionale per l’evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni della Conferenza Episcopale di Francia. Diplomata all’École des hautes études commerciales de Paris, la Becquart è filosofa, teologa e sociologa. Il 2005 è l’anno che vede la sua consacrazione come suora e prende i voti perpetui.

Diversi gli incarichi ricoperti da quel momento in poi: direttrice spirituale della Rete della Gioventù Ignaziana in Francia, coordinatrice generale del pre-Sinodo dei Giovani in Vaticano, Consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Non si accontenta di stare nelle retrovie, la Becquart. In un intervento sull’Osservatore romano, scrisse: «Le donne hanno un ruolo fondamentale da svolgere per promuovere, assieme a tanti laici che desiderano far parte di questa chiesa sinodale, pratiche ecclesiali nuove, le cui parole chiave saranno l’ascolto, il servizio per tutti, l’umiltà e la conversazione, la partecipazione e la corresponsabilità».

Queste le parole del cardinale Mario Grech, segretario del Sinodo dei Vescovi: «Con la nomina di suora Becquart e la sua possibilità di voto una porta è stata aperta, e vedremo quali altri passi potranno essere compiuti in futuro». Suona più come una minaccia. Una cosa è certa, la Becquart, in questa porta, è ben intenzionata a tenervi il piede in mezzo.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Lascia perplessi una donna autorizzata votare in un sinodo di vescovi senza ovviamente essere vescovo dal momento che l’episcopato come il sacerdozio è riservato agli uomini per istituzione di Cristo che nominò apstoli e quindi sacerdoti esclusivamente uomini. In base a quale logica chi non è vescovo può votare nel sinodo? Forse nel sinodo hanno diritto di voto altri soggetti che non siano vescovi?

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