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Roma, 8 feb – Da oggi l’Italia è quasi tutta in zona gialla – sono 17 le regioni dove sulla base del calo dei contagi sono in vigore minori restrizioni anti-coronavirus – zona arancione invece per Bolzano, Umbria, Puglia e Sicilia. Nessuna regione in zona rossa e neanche nell’ambita zona bianca. “Zona gialla non significa scampato pericolo“, torna alla carica con il consueto allarmismo il ministro della Salute Roberto Speranza.

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Da oggi sono in zona gialla 17 regioni

Sulla base dei report Covid diffusi dall’Istituto superiore di sanità con l’indice Rt che si attesta a 0.84 da oggi sono in zona gialla 17 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto. Zona arancione, invece, per la Provincia Autonoma di Bolzano (che però con ordinanza regionale entra comunque in lockdown) Umbria, Puglia e Sicilia.

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Speranza si straccia le vesti: “Non possiamo scherzare con il fuoco”

“Serve massima prudenza su tutto il territorio nazionale. Non dobbiamo vanificare i progressi delle ultime settimane, risultato dei sacrifici fatti finora. Il virus circola e il rischio, anche per via delle varianti, resta alto. Non possiamo scherzare con il fuoco“, scrive Speranza su Facebook. “Quasi tutta Italia in zona gialla non significa che siamo tornati alla normalità“, fa eco al ministro della Salute Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. “E’ importante non cambiare la rotta che ci ha portato fino a qui, se la situazione è migliorata è merito di tutto il Paese” ha detto ieri sera ospite da Fazio a Che tempo che fa.

Ecco le regole in vigore, dal coprifuoco all’obbligo della mascherina

Queste le regole valide su tutto il territorio nazionale. Il coprifuoco è fissato dalle 22 fino alle 5. Dopo quell’ora ci si può muovere solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute, che vanno indicate nell’autocertificazione obbligatoria. Resta l’obbligo di mascherina anche all’aperto, a eccezione dei bambini sotto ai sei anni, di chi svolge attività sportiva e di chi ha patologie. Nonché l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza e quindi il divieto assoluto di assembramento. Fino al 15 febbraio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, tranne quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute.

Una sola volta al giorno è permesso spostarsi verso un’altra abitazione privata della stessa regione o provincia autonoma, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle che già vivono nella casa di destinazione. Chi si sposta può portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Scuole superiori in presenza dal 50% a massimo al 75%

Nella zona gialla, le scuole superiori adottano la didattica in presenza almeno al 50 per cento ed entro il limite del 75 per cento. Per medie ed elementari resta la didattica in presenza, ma con l’obbligo di mascherina per i bambini con più di sei anni. Le università organizzano la didattica con le autorità regionali. Per bar e ristoranti restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I musei possono rimanere aperti dal lunedì al venerdì tranne nei giorni festivi.

Fino al 5 marzo chiusi cinema, teatri, palestre e piscine

Fino al 5 marzo rimangono chiusi i cinema, i teatri, le sale scommesse, le sale da gioco, le discoteche, le sale da ballo, le sale da concerto, le palestre, le piscine, i parchi tematici, le terme, i centri benessere. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. Chiusi gli impianti sciistici fino al 15 febbraio, previa autorizzazione delle autorità regionali, sempre in base alla situazione dei contagi e dei ricoveri.

Arrivano le micro zone rosse in Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise e Sicilia

Scattano inoltre delle micro zone rosse per tenere sotto controllo la circolazione di varianti del virus. Da oggi fino al 21 febbraio in diversi comuni dell’Umbria un’ordinanza della regione prevede l’entrata in vigore delle misure più restrittive. In Toscana a causa della presenza di casi di variante brasiliana e sudafricana l’area di Chiusi nel senese sarà “in rosso” per una settimana. Chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado e l’attivazione della didattica a distanza.

Disposizioni “speciali” anche in Abruzzo, dove torna la didattica a distanza per le scuole superiori, mentre sarà zona rossa l’area di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara. Zona rossa in Molise, con restrizioni e misure più severe per 27 comuni. Infine in Sicilia, il presidente della Regione Nello Musumeci ha previsto già da venerdì scorso l’entrata in vigore della zona rossa per Tortorici nel messinese.

Alto Adige in lockdown per tre settimane

Tre settimane di lockdown per l’Alto Adige. “Chiusi bar, ristoranti, buona parte dei negozi e strutture ricettive del turismo“, è quanto stabilito dalla Giunta provinciale. “Didattica a distanza per scuole elementari (da mercoledì 10), scuole medie e scuole superiori” da oggi. “Dopo le vacanze di Carnevale, elementari e medie torneranno alle lezioni in presenza, una settimana di Dad in più per le superiori. Divieto di spostamento dal proprio comune di residenza se non per motivi di lavoro, di salute e di necessità”.

Il 15 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni

Infine, le scadenze delle restrizioni imposte dal governo Conte. La data cruciale è quella del 15 febbraio. In assenza di nuovi decreti o ordinanze in materia, dal 16 febbraio non ci sarà più alcuna restrizione per gli spostamenti tra regioni. E sarebbe anche ora, visto che l’Italia è quasi tutta in zona gialla.

Adolfo Spezzaferro

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