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Roma, 26 lug – La fine della storia d’amore tra Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, come per le altre storie interrotte del Cavaliere, ha provocato anche stavolta un non indifferente giro di voci, giudizi taglienti e pettegolezzi. In tanti, tramite alcuni articoli di giornale e commenti sui social, hanno deciso quasi di schierarsi a favore di Francesca Pascale, un po’ come avvenne qualche anno fa nei confronti di Veronica Lario, biasimando l’eterno tombeur des femmes reo di aver nuovamente sedotto, abbandonato e liquidato con cospicua mancia (venti milioni di euro con un bonus di un milione all’anno) una giovane fanciulla. A dire tutta la verità non c’è solo il partito di chi deplora solo il Cavaliere: anche la Pascale, a causa dell’ingente somma incassata, non è stata dispensata da commenti per lo più pregni di invidia e risentimento. Vittorio Feltri, sulle colonne di Libero, ha difeso l’ex coppia dalle critiche dirette «sia verso la ragazza che ha riscosso sia verso l’uomo potente che ha sborsato».

La difesa di Feltri

«L’odio sociale – scrive Feltri – è alimentato quasi sempre dal denaro: chi ne ha tanto è detestato da chi ne ha poco e deve combattere ogni giorno per sopravvivere. Il guaio dei poveri è che invece di imitare i ricchi, cercando di diventare come loro, cioè abbienti, li disprezzano e combattono quali nemici». Insomma i poveri invece di criticare e invidiare i ricchi dovrebbero rimboccarsi le maniche e darsi da fare in modo da riuscire a creare il proprio impero economico, diventando a loro volta benestanti, questo il pensiero di Vittorio Feltri che aggiunge: «il Cavaliere è diventato ciò che è in quanto è bravo, ha lavorato come un matto fin da giovanissimo, ha realizzato progetti che sembravano proibitivi, costruito città, aperto televisioni e banche, insomma ha messo in piedi un impero con le sue mani d’oro e il suo cervello fino. Ovvio che abbia accumulato un patrimonio mostruoso». Tutto vero e anche stavolta è quasi impossibile contraddire una delle firme più influenti del giornalismo nostrano.

Addio Italietta

Tuttavia c’è un aspetto di non poco conto che va considerato e consiste nel fatto che un qualsiasi povero per quanto volenteroso possa essere, nella condizione economica di perenne indigenza in cui versa l’economia italiana, è praticamente impossibilitato nel realizzare il suo sogno di ascesa monetaria che lo porti finalmente a non invidiare i ricchi. L’Italia di oggi, schiacciata dalle politiche economiche dell’Europa, è distante anni luce dalla “italietta” – come ama definirla qualche ingrato criticone – degli anni ’80 che ha permesso, in un clima economico totalmente diverso, a molti imprenditori di creare il proprio impero, esattamente come ha fatto Berlusconi. In quegli anni non solo gli imprenditori ma anche tanti lavoratori e liberi professionisti hanno giovato di un mercato del lavoro italiano vitale e dinamico, avendo avuto così l’opportunità di vivere la propria “età dell’oro”, chiaramente frutto dell’impegno e del coraggio. Doti, quest’ultime, che attualmente purtroppo non sono più sufficienti.

Di questo Berlusconi se ne ricorda bene e se anche stavolta ha indossato le vesti di Pantalone («si sa che paga sempre lui…», come ama spesso ripetere), in parte è per merito di quell’Italia, all’epoca nazione dalle grandi opportunità, così tristemente lontana da quella di oggi. Forse bisogna ricordarlo a Feltri.

Alessandro Boccia

2 Commenti

  1. Questo qui, ancora deve confessare un paio di fatti increscioso che riguardano due personaggi che sono ricordati per ciò che erano ma NON PER CIÒ CHE STAVANO FACENDO. uno si chiamava falcone e l altro borsellino

  2. Ma bastaaaaa! Ma chissenefrega! Auguriamo a B.ed alle sue “fidanzate” (ahahahahahahah!!!!!), di spassarsela ancora forever, purché lo facciano FINALMENTE “fora di ball”, come dicono in Lombardia.
    E vale anche per Feltri e gli altri “sinceri e disinteressati” estimatori (ahahahahahah!!!!!) del nostro caro, vetusto miliardario…
    Il quale, alla fine, è l’unico decente di tutta la compagnia di giro, composta da improbabili fidanzate, avvocati, badanti, sedicenti giornalisti, medici, dentisti ed estetisti/truccatori personali. Una vera legione di leccapiedi e vampiri di ogni ordine e grado. E’ impossibile che un uomo così vistosamente “in gamba” (nel bene e nel male….), non ne abbia davvero abbastanza di tutto questo.
    Come tutti noi del resto.

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