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Grosseto, 26 giu – Avevano abusato per anni delle figlie, entrambi minori di dieci anni, per produrre materiale pedopornografico. A febbraio erano scattate le manette per due madri, una residente a Terni e una a Reggio Emilia, accusate di aver commesso abusi sessuali sulle bimbe fin dalla più tenera età, e per un 41enne di Grosseto, padre di una delle bimbe e destinatario delle materiale pedopornografico via WhatsApp, ottenuto istigando le due donne. Orrore su orrore, in una delle conversazioni via chat acquisite dagli inquirenti era emerso un particolare agghiacciante: una delle due donne avrebbe concepito la bambina con il 41enne allo scopo preciso di utilizzarla per mettere in pratica le raccapriccianti fantasie sessuali del compagno. E ancora, come riporta il Tirreno, alla sua compagna l’uomo aveva inviato un manuale pedopornografico intitolato Come praticare l’amore bambino.Stamattina L’Arno dà oggi invece notizia delle condanne: nove anni all’uomo e sei anni alle due donne.

Gli investigatori si erano imbattuti nel caso nel corso di un’indagine volta a smascherare l’identità degli utenti di alcuni gruppi pedofili italiani presenti sul circuito di messaggistica istantanea Telegram. Lo scorso agosto le forze dell’ordine erano giunte all’esecuzione di una perquisizione nell’abitazione del 41enne, che fu poi giudicato colpevole, nel novembre 2019, di aver divulgato e detenuto un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Condannato (con rito abbreviato) a 2 anni e 4 mesi era stato messo ai domiciliari. Quando la postale aveva bussato a febbraio 2020 alla porta di casa sua, il 41enne aveva pronunciato queste parole: «Sono malato, fatemi curare». Gli inquirenti avevano rinvenuto nell’abitazione 1300 contenuti porno con minori, alcuni con meno di 3 anni. Anche nel 2006 l’uomo era stato condannato dal tribunale di Grosseto a un anno e sei mesi per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

Cristina Gauri

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