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Vicenza, 26 Giugno – E’ di due giorni fa un infuocato articolo de L’Espresso che nelle intenzioni dell’autore dovrebbe mettere a nudo gli stretti legami tra l’amministrazione di centrodestra di Vicenza e i movimenti identitari. Ne esce un quadro a suo dire inquietante, con un “sovranismo in salsa nera” che indirizzerebbe pericolosamente ogni decisione della giunta cittadina. Peccato però che questa minaccia, tolto qualche consigliere democraticamente eletto, non esista. E non esiste né da un punto di vista elettorale, né tanto meno per quel che riguarda l’indirizzo politico dell’amministrazione comunale. Già, perché al contrario di quanto scrive L’Espresso, il sindaco Rucco non ha guidato nessuna coalizione con CasaPound e il resto della destra radicale; anzi, quando in piena campagna elettorale Forza Nuova lasciò trapelare l’intenzione di un appoggio esterno, il futuro sindaco si affrettò a prenderne le distanze.

Una destra “timida”

Per quanto riguarda poi la linea politica, la potremmo tranquillamente definire di una destra molto timida. Perché se è vero che l’assessore Silvio Giovine è riuscito a rimuovere la clausola antifascista per l’occupazione di spazi pubblici, la giunta ha accettato solo dopo due anni di titubanze e a condizione che venisse sostituita da una generica condanna “di ogni totalitarismo”. Emblematico anche il caso del centro sociale Bocciodromo, oggi organizzatore di proteste contro “il ritorno del fascismo alla guida della città”, ma che non più tardi di un anno fa ha incassato il rinnovo della concessione comunale dei propri spazi associativi, con il beneplacito del sindaco e di buona parte dell’amministrazione.

Per quanto riguarda infine l’incendio dello striscione, avvenuto proprio all’indomani della modifica della clausola antifascista, presso il Caracol Olol Jackson (altra struttura legata al centro sociale), persino la Questura si è mantenuta prudente, escludendo responsabilità all’interno dell’estrema destra e perquisendo la casa di un abitante del vicinato. Questa la realtà dei fatti. La fuffa dell’Espresso sembra la solita velina da campagna elettorale, futile tentativo di scalfire, con scandaletti un tanto al chilo, il consenso bulgaro di Luca Zaia, che tutto è tranne che un pericoloso sovranista.

Alex Cioni: “Nostalgici della guerra civile”

Il Primato Nazionale ha raggiunto telefonicamente il consigliere comunale di Schio, Alex Cioni, il quale commentando l’articolo che lo tirava in causa, ha dichiarato che “tutto questo è la riprova che esiste una sostanziale differenza di stile, oltre che di contenuti, tra chi basa il proprio agire sull’odio e una sorta di nostalgia della guerra civile, mentre c’è chi focalizza la propria azione politica nell’interesse della comunità e dei propri connazionali“. A questo punto forse il problema è davvero che qualcuno, tra i sovranisti, non accetti il ruolo di comparsa e provi, magari anche con qualche successo, a gettarsi nell’agone.

Leonardo Stella

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