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Milano, 9 mar – Patrizia Coluzzi, la madre di 42 anni di Cisliano che nella notte tra il 7 e l’8 marzo ha ucciso Edith, la sua bimba di due, era gravemente disturbata e avrebbe agito per vendetta nei confronti dell’ex marito. E’ quanto, secondo il Corriere, emerge dalle otto pagine del provvedimento di fermo di indiziato del delitto nei confronti di Patrizia Coluzzi. L’accusa è di omicidio volontario aggravato dall’aver commesso il fatto contro il discendente. 

La madre ha ucciso la bimba per vendicarsi dell’ex marito

«Scusa piccola ma non potevo permettere che restassi nelle sue mani». E’ la frase scritta su di uno dei biglietti che la donna aveva appicciato sopra la testiera del letto la notte dell’infanticidio. Assieme a molti altri, recanti frasi sconnesse e scarabocchi. Su altri la donna si scusa ai due gemelli, avuti dal precedente matrimonio. Poi quello più straziante: «L’ultimo viaggio con te piccolo amore indifeso. Scusa». Due verso l’ex marito: «Eravamo così belle per te stasera e un’altra volta ci hai abbandonato». E «Affonda la lama. Ormai non ci farai più male».

La scena del delitto

Sul pavimento cinque coltelli e un taglierino, utilizzati probabilmente dalla madre per infliggersi piccole ferite alle braccia dopo aver assassinato la bimba. All’irruzione dei carabinieri, La Coluzzi giaceva addormentata, probabilmente sotto l’effetto di psicofarmaci, vicino al corpo senza vita della piccola. Per gli investigatori la bimba è stata asfissiata intorno alle 22.30. Almeno fino alle 22.10 Edith era viva. Lo dimostra la videochiamata della donna all’ex marito. La madre aveva mostrato la bimba dormiente all’uomo, urlandogli: «Allora vuoi proprio farle del male?». Poi una seconda chiamata alle 00.30 al cellulare dell’ex, 44 anni. «Sei libero, sei libero. Ora puoi dedicarti al tuo bar, alle tue cazzate. Edith non c’è più».

Piantonata

La madre si trova ora piantonata dai carabinieri, nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Fornaroli di Magenta (Milano). Per il pm Valli e l’aggiunto Mario Venditti, si tratta di vendetta nei confronti dell’ex marito. «L’atteggiamento della donna anziché denotare la disperazione di una madre per la perdita della figlia, sembra suggerire il compiacimento per la vendetta inflitta in tal modo al marito reo di non voler proseguire la relazione con lei».

A riprova del suo stato di profondo disturbo mesi prima la donna aveva presentato una serie di denunce per maltrattamenti nei confronti del marito, tutte archiviate dai magistrati perché totalmente infondate dopo le verifiche svolte dai carabinieri. La Coluzzi era ossessionata dall’idea del tradimento. Tra tentativi di suicidio della moglie e post con invettive nei suoi confronti, il 44 enne aveva poi deciso di separarsi dalla donna. Che nella tragica nottata di domenica si è vendicata uccidendo una bimba innocente.

Cristina Gauri

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