Roma, 14 gen – E’ ancora scontro sul bollettino Covid, mentre il Cts si riunisce per valutare le richieste delle regioni, l‘Iss si mette di traverso: “Gli asintomatici vanno conteggiati”. Ma i governatori insistono a spacchettare i dati, perché non ha più senso subire il sistema dei colori in base ai positivi, visto che sono in larghissima parte senza sintomi.

Bollettino Covid, Iss: “Gli asintomatici vanno conteggiati”

La definizione di caso di sorveglianza deve contenere i positivi, e non solo i casi con sintomatologia più indicativa di Covid-19 (sintomi respiratori, febbre elevata, alterazione gusto e olfatto eccetera)”, scrive l’Iss sul suo sito. Dal canto loro, i governatori delle regioni chiedono invece di distinguere tra positivi sintomatici e asintomatici, e tra contagiati ricoverati con sintomi Covid e degenti positivi ma in cura per disturbi diversi.

Due dati che incidono in modo falsato sui colori delle regioni

Gli asintomatici sono oltre il 70% dei positivi, tuttavia ogni giorno il bollettino snocciola i numeri non scorporati fornendo un’immagine falsata del quadro Covid. Stesso discorso per i ricoveri: è sbagliato annoverare tra i pazienti Covid chi viene ricoverato per altro e poi dai controlli risulta positivo. Questi due dati, l’incidenza (cioè numero di positivi per abitanti) e il tasso di occupazione di malati di Covid nelle terapie intensive e negli altri reparti, determinano le fasce di rischio delle regioni. Ecco perché i governatori dicono di rivedere i criteri di assegnazione dei colori.

I governatori chiedono di spacchettare sintomatici e asintomatici nonché ricoveri per Covid da ricoveri con Covid

Il governo, in attesa del parere del Cts – che si riunisce oggi -, dovrebbe optare per un compromesso. Un bollettino con il calcolo complessivo come ora, ma che riporti anche il dato scorporato, come chiesto dalle Regioni. Il nodo tuttavia è se saranno aggiornati i criteri di assegnazione delle fasce di rischio, altrimenti è tutto inutile e Piemonte, Calabria e Sicilia, per esempio, rischiano di finire in zona arancione già da lunedì. Con le conseguenti restrizioni sugli spostamenti (qui la tabella dei divieti in base ai colori). Certo è che se il governo alla fine continuerà a lasciare tutto com’è, le regioni rischiano nuove chiusure. Uno scenario ingiustificato visto l’altissimo tasso di vaccinati e le restrizioni del super green pass, che praticamente tagliano fuori da tutto i non vaccinati.

Zaia: “Il bollettino è una stortura”

Chi dice forte e chiaro che il sistema dei colori va rivisto e perché è il governatore veneto Luca Zaia. In un’intervista al Corriere, il leghista obietta: “Una donna che deve partorire quando entra in ospedale fa un tampone. Se risulta positiva, anche se non manifesta alcun sintomo, andrà ad aggiungersi alla contabilità dei casi Covid. Questo rischia di farci superare certi parametri“. Ancora: “A Verona – fa presente Zaia – su 131 pazienti che risultano contagiati 50 lo sono solo per caso, non certo per i sintomi. Del resto, è quel che succede anche con i decessi. Un malato terminale che muore per una patologia oncologica se risulta positivo al tampone risulta un caso di Covid. È una stortura“.

L’Italia rischia di restare indietro

L’Italia dunque rischia di restare indietro – anche per la burocratizzazione del Covid, tra quarantene, tamponi e green pass da riattivare. Mentre in Europa ci sono Paesi come la Spagna che si stanno muovendo per convivere con un virus ormai endemico, come l’influenza. D’altronde l’assist dell’Iss – che dice che gli asintomatici sono fondamentali per la sorveglianza – permetterà a Speranza di continuare parlare di emergenza, numeri (falsati) alla mano.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. da; maurizioblondet.it
    titolo; Un grande medico
    In questi giorni mandano Bassetti ed altri in TV a chiedere di “correggere” i dati. Chi è vittima di un incidente stradale o ha un infarto sarà finalmente considerato per quel che è.

    La cosa incredibile è che stanno facendo passare il tutto per una banale correzione di un dettaglio.

    Dettaglio?
    Ci hanno costruito sopra una emergenza su quel metodo di conteggio. Ce lo dissero anche, ricordiamo la protezione civile ai primi bollettini e la famosa conferenza di Zaia dello scorso anno.
    Grazie a quei numeri hanno gonfiato a dismisura le statistiche per due anni e, in nome loro, giustificato le peggiori misure liberticide a danno di milioni di persone.

    Quel che si cerca di fare passare per una bazzeccola da correggere, in realtà ha un nome ben preciso: si chiama truffa.

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