Roma, 29 apr – Al centro dei dibattiti televisivi, ovviamente, c’è sempre la guerra russo-ucraina. Tra le altre cose, un tema scottante è quello dell’invio di armi all’esercito di Kiev: per gli occidentalisti, sarebbe nostro dovere farlo; per gli altri invece, non solo non serve a nulla, ma anzi non fa che peggiorare la situazione. Durante la puntata di ieri di Dritto e rovescio, è intervenuto sulla questione delle armi anche Francesco Borgonovo.

Borgonovo sulle armi all’Ucraina

Se la priorità è trovare la pace, come afferma il conduttore della trasmissione Paolo Del Debbio, è una contraddizione inviare le armi all’Ucraina, oppure le due cose non sono inconciliabili? «Secondo me», risponde Borgonovo, «continuare a mandare armi – per di più armi pesanti, perché adesso sono quelle che stiamo mandando, che l’Europa sta mandando – è molto pericoloso». Tra l’altro, spiega il vicedirettore della Verità, l’invio di armamenti a Kiev «viene fatto per interessi non europei, non della democrazia, come ci viene ripetuto, ma per interessi “privati” dei singoli Stati».

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Gli interessi di Francia e Germania  

La Germania, continua Borgonovo, «piuttosto che tagliare il gas e mandare gambe all’aria le sue imprese e perdere il 2% del Pil, preferisce mandare armi pesanti, che fanno lavorare la sua industria bellica. Macron preferisce chiedere l’embargo del petrolio e, in caso, mandare le armi, perché tanto lui ha il nucleare e non ha problemi di approvvigionamento energetico». Noi, al contrario, «in questa maniera non solo danneggiamo la nostra economia, ma stiamo mandando avanti una guerra che sta facendo un sacco di morti e non sta fermando l’esercito russo». Insomma, chiede Del Debbio, quando ci sarà la pace? «Non bisogna illudersi», risponde Borgonovo, «ci sarà quando i russi avranno raggiunto il loro obiettivo».

Il video

Elena Sempione  

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