Roma, 29 apr – Scene di panico ieri nella sala partenze dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv quando dai bagagli di una famiglia statunitense in partenza è spuntato un vecchio proiettile di obice, inesploso. Quando le autorità aeroportuali hanno chiesto a tutti i presenti di evacuare immediatamente l’area è scattato l’inferno.

Proiettile di obice inesploso in valigia: panico all’aeroporto di Tel Aviv

Ma come ci è finito un proiettile di obice nelle valigie in partenza per gli Usa? Secondo quanto riferisce il Times of Israel, la famiglia aveva compiuto un’escursione sulle alture del Golan, teatro nel 1967 di una grande battaglia durante la Guerra dei sei giorni. Così come fu teatro di scontri tra mezzi corazzati e artiglieria nella successiva Guerra del Kippur, nel 1973, sempre tra Israele da una parte e Paesi arabi dall’altra. E sempre sulle alture del Golan, in territorio siriano ma occupate dallo Stato ebraico. Ebbene, uno dei bambini ha trovato sul terreno un oggetto arrugginito che desiderava riportare a casa negli Usa come souvenir della vacanza. Ma si trattava appunto di un proiettile di obice.

Panico nella sala partenze, artificieri in azione

Alla vista del proiettile, prosegue il Times of Israel – le autorità hanno ordinato l’immediata evacuazione della sala partenze dello scalo di Tel Aviv, scatenando il panico fra i passeggeri. Alcuni dei presenti hanno spiegato di aver temuto di essere in presenza di un attentato palestinese, dopo quelli condotti a marzo ed in aprile in alcune città israeliane. Nel trambusto, un passeggero è rimasto ferito accidentalmente. Una volta giunto il nullaosta degli artificieri le attività dell’aeroporto sono riprese. Dal canto suo, la famiglia statunitense è stata autorizzata ad imbarcarsi sul volo che aveva scelto. Ha tuttavia dovuto ovviamente lasciare in Israele il proiettile di obice.

Ludovica Colli

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