Roma, 18 apr — In questo momento, una delle discussioni che sembrano andare per la maggiore su Twitter è quella sulla possibilità di qualificare i crimini commessi dall’esercito russo in Ucraina come «genocidio» o meno: ed ecco così intervenire sul punto anche Selvaggia Lucarelli che non si fa sfuggire l’occasione per rivolgere una reprimenda al presidente ucraino Zelensky, il quale aveva criticato Macron, restio a qualificare come genocidio quel che avviene in Ucraina. Attirandosi molti elogi ma anche una marea di commenti negativi.

Lucarelli bastona Zelensky

«E certo. Perché i genocidi li vedi così, a occhio, mica si fanno indagini e processi. Forse sarebbe ora di dargli le risposte che merita, perché si può essere vittime di un’aggressione ma restare comunque dei mistificatori arroganti» twitta la Lucarelli, sopra uno screenshot  delle dichiarazioni del Presidente Ucraino rivolte a Macron. La critica decisamente aspra  prosegue con altri due tweet che sembrerebbero, in apparenza, cercare di puntellare e forse mitigare l’asprezza del primo, salvo poi riprendere esattamente da dove si era iniziato.

Prosegue quindi la giornalista: «Visto che a parecchi sfugge quanto sia scorretto accusare davanti al mondo, per chiare ragioni politiche, un presidente forse rieletto di esser un negazionista, studiate cos’è un genocidio. E perché Macron abbia detto, saggiamente, “Attenti alle parole”» continua Lucarelli, spostando a questo punto il focus dalle accuse di mistificazione e di arroganza al corretto utilizzo delle parole.

“Fatevene una ragione”

Rispondendo ai commenti imbufaliti dei sostenitori del presidente Ucraino, Lucarelli infine specifica: «E, per chiudere, si può essere dalla parte degli ucraini, non avere dubbi sul fatto che in Ucraina siano stati perpetrati crimini di guerra e considerare Putin un criminale, pur continuando a non beatificare la figura di Zelensky. Fatevene una ragione». Tornando al punto di partenza, quello di una severa critica al Presidente ucraino per l’uso di termini non corretti e, vista la chiusura, ai suoi sostenitori che vengono invitati addirittura a farsene una ragione.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Siamo nel voluto casino del dopo, di chi davvero innominabile e quindi solo esecrabile, non ha compreso un bel nulla del prima.

  2. Intanto il piccolo Davide lotta contro Golia (che non ha tempo per l’arroganza, è troppo impegnato a far fuori nemici veri o immaginari) e si può dire che per ogni perdita di militari e materiali bellici di Zel ce ne sono 4 del nazionalbolscevico paranoico, novello Attila che si rifà massacrando civili inermi e abitazioni. Se (e dico se) la scelta deve essere quella di non arrendersi, Zel è la persona giusta.

  3. Fino alla settimana scorsa se la riprendeva con Putin; adesso ha cambiato bandiera.
    “Studiate cos’è un genocidio”: ah ecco perché lei ha trascorso la vita sui libri per studiare i genocidi?ù
    Questa non ha capito un tubo né di Russia né di Ucraina, ma le nomina nei tweet di in modo da sfruttare i topic di tendenza e raccattare qualche click. 😖

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