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Roma, 17 lug – Cadaveri sezionati con un coltello, letteralmente fatti a pezzi e poi gettati nell’ossario comune. Non è un film dell’orrore, ma è quanto accadeva al cimitero Flaminio, per i romani comunemente noto come Prima Porta, tra gennaio e febbraio scorso. A pubblicare le immagini scioccanti è Il Messaggero, un video che immortala lo scempio: alcuni dipendenti dell’Ama, la municipalizzata capitolina dei rifiuti, sezionano una salma tra i loculi del cimitero Flaminio. La tagliano con un coltello, poi gettano i resti nell’ossario come se nulla fosse. Il tutto in pieno giorno. A piazzare le videocamere che incastrano gli operatori ecologici sono stati i carabinieri del nucleo radiomobile.

La Procura rinvia a giudizio 15 persone

Il video è stato fondamentale per gli inquirenti. La Procura di Roma chiederà infatti il rinvio a giudizio per 15 persone, dipendenti dell’ama e impresari funebri, con le accuse di truffa, corruzione, induzione alla corruzione e ovviamente vilipendio di cadavere. Il Pm titolare dell’inchiesta è Pietro Polidori. Il “sistema” funzionava così: dopo 30 anni scade il tempo di permanenza della bara a Prima Porta, il che comporta l’estumulazione e il trasferimento dei resti nell’ossario comunale. Alcune volte però il cadavere si conserva in condizioni migliori del previsto. A quel punto ai parenti del defunto veniva chiesto di pagare la cremazione. E qui che entrano in gioco gli impresari funebri che, con la complicità di alcuni operatori Ama, propongono alla famiglia un modo per “spendere di meno”: evitare la cremazione facendo a pezzi il cadavere in pieno giorno in mezzo agli altri loculi.

Sembra che i parenti dei defunti fossero all’oscuro delle modalità utilizzate. Per gli operatori Ama l’offesa ai cadaveri era solo un modo come un altro per arrotondare lo stipendio.

Davide Romano

3 Commenti

  1. Ergastolo???? esagerato. Pensa che i brigatisti rossi con centinaia di omicidi a sangue freddo sono liberi e beati e alcuni insegnano nelle universita’ e uno lo hanno assunto anche alla rai. E a questi poveri operai vuoi che gli diano l’ergastolo, ma su vala’.

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