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Cuneo, 11 gen – Mentre gran parte dell’Italia non ha la possibilità di vaccinarsi (e non ce l’avrà per un bel po’) a Cuneo c’è già chi pensa al Cafè Covid Free. L’idea è venuta al proprietario della Birrovia,  Michele Trapani: “Voglio che sia rispettato il mio diritto al lavoro”.



Il “Cafè Covid Free” di Cuneo

Il Cafè Covid Free di Cuneo a quanto pare sarà il primo locale italiano a chiedere ufficialmente alle autorità di poter lavorare a tutte le ore, o per meglio dire come prima della pandemia, grazie alla selezione all’ingresso di tipo “sanitario”: entra solo chi è vaccinato e può certificarlo.

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“Voglio poter lavorare”

Michele Trapani, il proprietario del Cafè Covid Free in fieri  scrive: “Voglio veder rispettato da qualche autorità il mio DIRITTO al lavoro. Nel Cafè Covid Free si potrà entrare solo se vaccinati e configurati tramite un App con Qrcode scansionabile all’ingresso del locale, per poter poi trascorrere una serata in tranquillità, mangiando, bevendo, ascoltando buona musica in totale sicurezza e rispetto altrui“. “In definitiva chiedo” dice Michele “la possibilità di poter lavorare come ho dimostrato di saper fare… Voglio che mi mettiate in condizione di poter lavorare”.

Nuovo Dpcm e nuove regole

Insomma, molti ristoratori lamentano di aver dovuto mettere a norma i proprio locali per poi trovarsi a chiudere di nuovo fino alla “mazzata finale” arrivata col nuovo Dpcm, l’assurdo divieto di asporto (fatto per impedire gli assembramenti che, però, quando riguardano i riders che affollano i marciapiedi in attesa degli ordi non sembrano rappresentare un pericolo). Bisognerà vedere se questa idea piacerà ai colleghi di Michele che si troveranno così costretti a investire tempo, denaro e risorse per “correre dietro” alle norme anti-Covid.

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. A questo genere di personaggi cominciamo con il rifare tampone faringeo, Rx torace, controllo uso stupefacenti, igiene del locale (specie WC), verifica applicazione Haccp, ecc.ecc. A voler giocare con i microbi saltano fuori sorprese da tutte le parti. Ma certi coglioni non lo sanno. Mentre altri cominciano, impuniti, a far soldi a palate!

  2. Ma stiamo scherzando? Il “suo” diritto al lavoro (mica di tutti) prevede la privazione della libertà dei clienti (e poi che cazzo vuol dire essere configurati tramite una app?). Sarebbe semplicemente da evitare di entrare nel suo locale e lasciarlo solo nell’isolamento che meritano i malati di mente. Ma vedrete come correranno sbrodolanti i giornalisti di regime a fargli pubblicità e a pompare la notizia invogliando o costringendo altri a seguire il suo pessimo esempio. Che è poi ciò che vogliono i padroni e cioè la schedatura sanitaria.
    P.S: si parla dei vaccinati come se fosse accertato che il vaccino funzioni davvero. Quando è stato certificato? E da chi?

  3. Gente così dpvrebbe essere zittita dai suoi stessi colleghi. Baristi improvvisati. Braccia rubate allo spaccio…

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