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Roma, 12 dic – Timbrava il cartellino e andava via. Non uno scherzo fantozziano ma un bluff chiaramente illegale compiuto dal sindaco di Scalea, Gennaro Licursi. Il primo cittadino del comune calabrese, in provincia di Cosenza, è stato smascherato e posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza con l’accusa di essersi arbitrariamente assentato dal posto di lavoro. L’operazione dei finanzieri è stata denominata “Ghost Work” e l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Licursi è stata emessa dal Gip, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni, e del sostituto procuratore Maurizio De Franchis, che hanno condotto l’inchiesta.

Assenze ingiustificate e sequestro dei beni

Il sindaco è adesso accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio. Tre dipendenti dell’Asp sono stati invece sospesi, poiché ritenuti complici del sindaco. La reiterata assenza di Licursi dal comune, è stata dunque valutata, dopo indagini protrattesi per diversi mesi, come “un radicato e consolidato meccanismo di illiceità” che avrebbe garantito al primo cittadino di Scalea, nella sua qualità di dipendente dell’Asp di Cosenza, di assentarsi dal luogo di lavoro senza fornire alcuna giustificazione.

Anzi, stando a quanto emerso dalle indagini, talvolta Licursi dopo aver timbrato il cartellino lasciava l’ufficio attestando falsamente di doversi recare in missione per conto del medesimo ufficio. In realtà si sarebbe dedicato unicamente ad attività puramente personali. Le ore di assenze ingiustificate dal posto di lavoro, secondo i calcoli dei finanzieri, sono state oltre 650. Al sindaco sono inoltre stati sequestrati beni per un valore di 12mila euro.

Alessandro Della Guglia

2 Commenti

  1. Non vorrei che l’ assenteismo nel settore pubblico cominci a dimostrare l’ assoluta possibilità di abbattere i costi in tempo di crisi. Certamente, se puoi assentarti, vuol dire che servi a poco! Via province e tante regioni… Forse così alcuni sindaci dovranno lavorare di più, assentarsi di meno e fare politica meno strumentale.

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