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Napoli, 8 apr – Lo sappiamo, lo sappiamo. I video del governatore della Campania Vincenzo De Luca, in cui invocava lanciafiamme, carcere duro ed esecuzioni sommarie per i “furbetti” delle passeggiate che infrangono le misure restrittive di contrasto al coronavirus hanno appassionato e strappato un sorriso a tutti, anche a noi. Complice la viralità raggiunta dai filmati e lo sciame di meme correlati al personaggio, che lo presentavano a metà tra il Clint Eastwood di Impiccalo più in alto e un novello Duce del Covid-19, molti si sono dimenticati che dietro il Dio perdona: De Luca no, si celava pur sempre un dirigente del Pd – con tutto quello che ne consegue politicamente, compreso lo sconfinato amore per fratelli migranti e compagnia bella.



Basta, per esempio, consultare il piano socio economico di oltre 604 milioni che la Regione Campania ha stanziato contro la crisi: alla voce riguardante le misure di sostegno per le politiche sociali, che ammontano a oltre 270 milioni di euro, fa il suo capolino il capitolo sulle “Ulteriori azioni per le persone immigrate negli insediamenti informali nel Basso Sele, Castel Volturno e comuni limitrofi”. Totale fondi: 3.748.880 €.

Nel particolare, la cifra – decisamente cospicua – verrà così ripartita: a) sistemazione di immobili destinati al temporaneo alloggio degli immigrati, (€ 1.473.000); b) acquisizione di servizi di trasporto per supportare la mobilità, contrastando il rischio di contagio tra i lavoratori (€ 350.000); c) interventi di mediazione e sostegno psicologico, (€ 765.000); d) campagne di comunicazione e informazione, per accrescere la consapevolezza dei rischi dell’epidemia e contenere il contagio, (€ 175.680); e) interventi per garantire servizi medici ed infermieristici e l’acquisto di kit igienici, (€985.200). Beneficiari: immigrati.

Insomma, una bella cornucopia di fondi in una zona – quella di Castel Volturno – roccaforte dell’abusivismo e della clandestinità, dove sorgono ventiquattromila immobili abusivi, tantissimi dei quali abbandonati e semidiroccati, quasi tutti abitati da immigrati irregolari. Quindicimila sono i “non censiti” (ribattezzati gli “invisibili”) a fronte di 25 mila residenti. E ora lo sceriffo De Luca, così severo con chi mette il naso fuori dalla porta di casa, ha deciso di far piovere quasi 4 milioni di fondi per una zona che probabilmente avrebbe meritato già da tempo una ampia riqualificazione, nel nome di quella legalità che sembrerebbe – almeno a parole – essere la stella polare del governatore. A noi rimane il paradosso di assistere a conferenze stampa in cui il prode invoca lanciafiamme per pizzerie d’asporto e assembramenti, per poi legittimare e foraggiare insediamenti abusivi finiti troppo spesso al centro della cronaca nera.

Cristina Gauri 



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