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Varese, 13 nov – Italiani, è colpa nostra. Se Martina Luoni, 26enne malata oncologica di Caronno Pertusella (Va) non riceve le necessarie cure per affrontare la terribile malattia che l’ha colpita, è colpa nostra. Che ci assembriamo, che non mettiamo le mascherine, che ci ostiniamo ad uscire di casa – a vivere – e quindi contribuiamo alla diffusione del virus, ingolfando le strutture sanitarie e rallentando gli iter per la cura delle altre patologie.           

L'”unico modo”

Martina è la protagonista di questo spot della Regione Lombardia. «Io ho il cancro, ma il mio vero problema sei tu», afferma Martina, per poi concludere «Tu che non porti la mascherina, tu che passi più tempo in giro che in casa, tu che te ne freghi delle regole. Non capisci che è l’unico modo che abbiamo per non riempire gli ospedali?». Siamo sicuri che sia «l’unico modo»? Non è che la nostra Martina si è dimenticata per strada qualche pezzo? Ad esempio l’opportunità, per il governo, di investire nuovamente nella sanità dopo anni di tagli criminali: sciocchezze come aumentare i posti in terapia intensiva, aprire nuovi punti oncologici, agevolare gli screening, assumere più personale. Perché a Martina manca il coraggio – o la consapevolezza – di puntare il dito contro l’esecutivo, e preferisce invece accusare i suoi connazionali? 

Lettera scarlatta

Benvenuti quindi nell’Italia del coronavirus, dove ammalarsi è una colpa. Un continuo passaggio di testimone della lettera scarlatta: prima era degli asintomatici, adesso, direttamente, la palla va a chi arriva in ospedale alla ricerca di ossigeno. Le storie e le statistiche dietro i contagi a Martina non interessano – e nemmeno forse le conosce. Sono tutti colpevoli? Ha dei riscontri oggettivi sulla tanto vituperata «irresponsabilità» dei malati? Sa quanti di questi si sono contagiati senza colpa, sul lavoro, accalcati sui mezzi, in una rsa?

Anche il terrorismo ingolfa gli ospedali

Siamo abituati ai messaggi choc e alle comunicazioni di impatto, ci mancherebbe. Momenti storici di crisi spesso necessitano anche di questo. Al di là del linguaggio usato nel video, che salta a piè pari dritto nel ricatto morale, il punto però è un altro: siamo davvero sicuri che il «problema» di Martina sia o sia solo chi se ne va in giro senza mascherina? Non potrebbe essere, inoltre, che la criticità delle strutture affollate l’abbia creata anche chi insiste con una forma di comunicazione talmente opprimente, asfissiante, terrorizzante, per cui positivi Covid praticamente privi di sintomi si vanno a far ricoverare comunque, saturando la sanità e penalizzando persone che hanno necessità di assistenza medica e di cure – come appunto i malati oncologici?

E’ noto come sempre più ospedali siano costretti a trasformarsi letteralmente in Covid-hospital, azzerando i servizi sanitari prestati per le altre malattie; e parliamo spesso di patologie estremamente severe. Gli appelli lanciati da molti medici affinché tornino a regime  i sistemi di cura e di prevenzione per tumori, malattie cardiache, diabete si sono susseguiti – inascoltati – nel corso dei mesi. E allora forse Martina, piuttosto che accusare gli italiani, non avrebbe fatto meglio a lanciare un messaggio affinché la sanità possa decongestionarsi, i paucisintomatici se ne stiano a casa e i malati oncologici possano tornare negli ospedali per ricevere le giuste cure?

Ancora più divisi

E ancora: non potrebbe darsi che il «problema», il vero problema consiste nel fatto che per mesi, chi avrebbe dovuto organizzare i mezzi, gli strumenti, gli elementi per contrastare una ipotetica seconda ondata – leggasi alla voce «Governo» – ha pensato solo a bonus monopattini, dirette Facebook, piste ciclabili e ai banchi con le rotelle? Martina probabilmente sarà pure convinta di avere reso un servizio al suo Paese. In realtà non ha fatto altro che creare ulteriore divisione, assimilandosi a quell’ingranaggio comunicativo che vuole gli italiani – che ricordiamo sono tutti, indistintamente, vittime delle politiche messe in atto dall’esecutivo – colpevoli e irresponsabili. Pur augurandole una pronta e completa guarigione, chi scrive si rifiuta di sentirsi in colpa per le inadempienze dello Stato.

Cristina Gauri

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6 Commenti

  1. Per la verità cara Martina, visto e considerato che sei pure giovane, il problema unico e vero è perché ti sei presa il tumore!! Mettono le mascherine molti che dovrebbero ricercare e comunque risponderti!! Cominciamo da questo e auguri per la tua salute. Affinché gli auguri non siano solo aria di circostanza comincia a leggerti una certa Maria Rosa Di Fazio…

  2. Francamente avrei fatto a meno di leggere un articolo così fazioso. Giornalismo dilettantistico di chi esplora gli aspetti di questo stato in pandemia ma senza affrontare le problematiche approfondendo. Si puó dire che in fondo la protagonista dell’articolo ci aveva avvisato.

  3. Come scritto nell’articolo, Invece di incolpare
    gli italiani nella ricerca del medesimo capro espiatorio, Martina farebbe bene ad incolpare il governo per aver dormito in tutti questi mesi e a prendersela con tutti i governi precedenti di ogni colore per aver distrutto per anni la Sanità (peraltro pagata profumatamente te con le tasse dei poveri lavoratori dipendenti), la ricerca, la scuola etc etc Ma forse la povera Martina troppo ggggiovane per ricordarselo…. anziché puntare il ditino contro gli italiani perché non rivolge un appello a tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali a trovare insieme una soluzione univoca per alleggerire gli ospedali, ckncordare dei protocolli di cura validi a livello nazionale e fare meno terrorismo mediatico… forse così renderebbe un vero e fattivo servizio al paese

  4. Io non ho colpe, la mascherina la indosso al chiuso, ma ora la colpa è di chi rimanda le cure oncologiche, che poi sono solo chemio e radio che ammazzano più del cancro stesso ma ingrassa big Pharma, dicevo la colpa è di chi dà la precedenza al covid , che è poco più di una influenza, punta il dito da una altra parte che noi ci siamo proprio rotti di essere additati per volere condurre una vita normale, in ogni caso, anche tu non la porti la mascherina nel video , forse ti da problemi di respirazione? O perché non si capisce quello che dici? O cos’altro? In ogni caso è facile dare la colpa a chi non può risponderti, il video ti dà il vantaggio di potere essere ascoltata, senza contraddittorio, un po’come fanno i bellimbusti che vanno a pontificare in televisione, prova a confrontarti con la gente in un dibattito, senza fare ricorso al pietismo per il tuo stato di salute , tutti abbiamo problemi, ma per i problemi bisogna trovare le soluzioni, non trovare il capro espiatorio…

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