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Roma, 13 nov – “Vedere la Campania in zona gialla stride un po’“. Parola di Matteo Bassetti, che commenta il fatto che a tutt’oggi nonostante i contagi e soprattutto la situazione delle strutture ospedaliere, la regione figuri ancora nella fascia di rischio più bassa. L’infettivologo fa presente che “la situazione della Campania non è migliore rispetto a quella di altre regioni in zona arancione e rossa. Deciderà però il governo se è il caso di cambiare i colori di alcune”.

“E’ la politica che deve decidere se fare o no il lockdown, non i medici”

Su questo punto il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria chiarisce che “non devono essere i medici a decidere se fare o no il lockdown, ma la politica che si deve basare sui dati che forniscono i medici e i tecnici. Ad esempio sul valore dell’Rt, sulle terapie intensive occupate, sul grado di stress del sistema. Ma la decisione deve prenderla la politica“, ribadisce. Insomma, non bisogna affidarsi all’oracolo degli esperti. E Bassetti lo dice da esperto.

“Limitazioni funzionano: a Milano e in Liguria Rt sceso”

“Su quali regioni debbano avere il color giallo, arancione o rosso deciderà il governo. Mi pare però di vedere che dove ci sono zone con limitazioni, si iniziano a vedere benefici importanti: a Milano l’Rt è sceso in maniera importante, lo stesso è accaduto in Liguria. Questo vuol dire – spiega Bassetti – che le misure funzionano perché limitano la circolazione delle persone in alcune fasce orarie della giornata, si fanno delle cose ragionevoli che consentono alle persone di fare una vita quasi normale. E’ quello che dovremmo fare anche nelle prossime settimane, più che optare per un lockdown generalizzato”, suggerisce, al contrario di chi ritiene la serrata generale inevitabile, vista la curva dei contagi.

In serata la decisione del governo

A quanto pare, il governo oggi in serata dovrebbe decidere se spostare la Campania dalla zona gialla a quella arancione. Anche perché – dati alla mano – i nuovi positivi aumentano a un tasso paragonabile a Lombardia e Piemonte, che sono in zona rossa. Ieri infatti sono stati oltre 4 mila, De Luca dal canto suo non accetta nuove restrizioni generali e gioca d’anticipo annunciando di voler istituire zone rosse circoscritte alle città a più alto rischio, a partire da Napoli. Ma forse non basteranno.

Adolfo Spezzaferro

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