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Caro benzina, blitz di CasaPound in tutta Italia: sacche di sangue e distributori sigillati

by Cristina Gauri
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casapound caro benzina pieno di sangue
Roma, 17 mar — Sacche di sangue appese a centinaia di distributori di benzina sigillati, un messaggio che non dà adito a fraintendimenti: «Caro benzina, così uccidete l’Italia». È questa l’azione-choc di CasaPound Italia che interviene sull’aumento di prezzo del carburante. Un rincaro ormai arrivato a livelli insostenibili che si riverbererà in maniera drammatica sui consumi degli italiani, già vessati dagli ultimi due anni di crisi economica innescata dalle restrizioni anti-covid.

L’azione di CasaPound Italia contro il caro carburante

«Ci sembra assurdo che non ci sia stato ancora nessun intervento governativo per calmierare il prezzo del carburante — si legge in una nota del movimento – Ci viene da pensare che il silenzio del Governo sia voluto e che non ci sia alcun interesse nel salvaguardare cittadini ed imprese. L’aumento della benzina colpisce ogni settore produttivo, senza nessuna eccezione, e contribuisce all’aumento incontrollato dell’inflazione», è l’accusa di CasaPound Italia. 

La colpa è delle grandi aziende

Perché il ministro della Transizione Cingolani punta il dito contro i rincari ingiustificati del carburante ma non fa nulla per contenerli? «Già stiamo assistendo a un razionamento di beni di prima necessità nei supermercati a causa del blocco dei trasporti ed è di questi giorni la notizia dei pescherecci fermi proprio perché impossibilitati a sostenere il costo del gasolio. I colpevoli di tutto ciò sono le grandi aziende petrolifere e l’incapacità del governo, non certo i lavoratori delle pompe di benzina che rischiano anch’essi di essere delle vittime. La situazione è intollerabile: si sta arrivando al punto di dover lavorare per poter pagare la benzina per recarsi al lavoro e la contrazione dei consumi è l’effetto più immediato», conclude CasaPound Italia.
Le soluzioni ci sono: «Abbassamento iva dal 22% al 4% e taglio delle accise. Se non vogliamo veder crollare definitivamente la nostra economia, con una crisi sociale non gestibile, si attuino subito queste due misure. In caso contrario, sarà evidente a tutti che questo Governo è complice nel voler far fallire il Paese».
Cristina Gauri

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1 commento

fabio crociato 17 Marzo 2022 - 2:22

Ragazzi che ci volete fare, l’ Italietta si ostina a fare la ricca con il c..o del popolo e a dare la patente di paesi poveri dove il carburante costa la metà, in Europa!

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