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Roma, 14 feb – Si è tenuta questa mattina, presso il Tribunale civile di Roma, l’udienza per il reclamo presentato da Facebook contro l’ordinanza cautelare che ordinava al gigante social di riattivare la pagina principale di CasaPound. Facebook si è opposto a quanto disposto dal giudice Stefania Garrisi il 12 dicembre scorso con un provvedimento in qualche modo “storico”, in cui si sosteneva che “i principi costituzionali e ordinamentali italiani” vengono prima degli standard della comunità del più grande social network del mondo. A Facebook era stata ordinata l’immediata riattivazione della pagina di CasaPound e il pagamento delle spese legali.

Tra pochi giorni la decisione

Adesso bisognerà attendere qualche giorno (probabilmente meno di due settimane) per avere il responso del Tribunale di Roma in merito al reclamo. A decidere sulla questione questa volta sarà un collegio di giudici. “Gli argomenti presentati da Facebook sono palesemente infondati”, ha dichiarato Guido Colajacovo, uno dei legali di CasaPound, all’uscita del Tribunale. “Loro sostengono che ci sia stata una violazione degli Standard della community, ma continuano a non fornire alcuna prova in tal senso”.

La difesa di Facebook continua a sostenere che quello tra CasaPound e Facebook è un rapporto tra semplici privati, mentre nell’ordinanza emessa il 12 dicembre scorso il giudice aveva spiegato come fosse “evidente il rilievo preminente assunto dal servizio di Facebook (o di altri social network ad esso collegati) con riferimento all’attuazione di principi cardine essenziali dell’ordinamento come quello del pluralismo dei partiti politici (49 Cost.) al punto che il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso (o fortemente limitato) dal dibattito politico italiano”. 

Davide Di Stefano

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