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Catania, 18 apr – Secondo atto dei “Fantasmi del passato”, la protesta silenziosa che da due settimane sta caratterizzando i fine settimana della città all’ombra dell’Etna.



Fantasmi del passato in scena a Catania

“Niente soluzioni solo restrizioni” è lo striscione che ieri pomeriggio campeggiava in un altro luogo simbolo catanese, ovvero piazza San Domenico dove si affacciano sia la sede locale della Regione Siciliana (potere politico) sia l’Asp (potere sanitario). Le ultime novità dal Governo centrale, infatti, che parlano di riaperture non soddisfano né risolvono i quasi 14 mesi di chiusura per diverse tipologie d’impresa. Aprire senza condizioni tutte le attività, con protocolli di sicurezza senz’altro, ma senza fasce orarie o limitazioni territoriali, accompagnato da un forte investimento nella sanità e negli indennizzi.

Aprire senza condizioni: la campagna di CasaPound Italia sulle riaperture 

Temi che CasaPound Italia dopo la manifestazione di Roma ha lanciato in una campagna social e territoriale dal forte impatto mediatico e che in pratica sintetizza i bisogni e le richieste dei lavoratori. “Non possiamo chiudere alle 22, per via del coprifuoco; non possono solo lavorare coloro i quali hanno i posti all’aperto, gli altri che fanno? Si suicidano?”. Questa è solo una delle tante testimonianze raccolte durante la manifestazione riportata da tutti i telegiornali nazionali, che hanno seguito l’evento riportandone la particolarità e la drammatici. Ieri pomeriggio a Catania il potere politico e quello sanitario, nei loro luoghi chiave, sono stati “circondati” da fantasmi, i quali hanno rivolto il grido “spettrale”, ristoratori, partite Iva, titolari di palestre, bar, scesi ancora una volta in strada con maschere e tute bianche, perché vedono la fine vicina delle proprie attività ma non vogliono arrendersi.

Spettri senza diritti e senza lavoro

Quelli che per questo Governo (nulla è cambiato da Conte a Draghi) sono diventati ormai spettri senza diritti, senza libertà, insomma senza lavoro, sono comparsi la prima volta nel quartiere della movida catanese ( venerdì scorso, 9 aprile) creando un legame con tutti coloro che stanno subendo oltremodo questa situazione. Ieri, come detto, si sono spostati nei luoghi del potere politico e sanitario che hanno le responsabilità su questo insopportabile “gioco dei colori”, con le consuete modalità e cioè un presidio statico e silenzioso con cui i “fantasmi” rivendicano la volontà di tornare alla vita.

Manifestazione blindatissima

Un dispiego di forze dell’ordine eccezionale ha atteso i manifestanti, nonostante non si siano registrati nel primo evento episodi da richiederne una così massiccia presenza, che hanno potuto, comunque, esprimere tutto il dissenso ed il malessere con striscioni, cartelli e un volantino che recava testualmente:“Musumeci (il Presidente della Regione Sicilia, n.d.r.) pensa di chiudere tutta la Sicilia “Paghiamo le conseguenze di Pasqua e pasquetta. Adesso basta! Siamo lavoratori, liberi professionisti, partite Iva, impiegati, artisti, studenti a cui da oltre un anno è stato negato di vivere. Non possiamo più stare a sentire le promesse che ci rimbalzano di giorno in giorno. Chiediamo: la riapertura immediata di tutte le attività con le dovute misure di sicurezza, l’annullamento di qualsiasi norma che leda le libertà individuali sancite dalla Costituzione. Fantasmi del passato ritorniamo alla vita”.

Da notare che nessuno, tra le autorità tirate in ballo, abbia ancora sentito la necessità di dialogare con questi manifestanti, con queste categorie rappresentate ma che la tipologia di protesta è stata riproposta in altre città, d’oltre Stretto, e potrebbe dunque allargarsi. Il malessere dilaga e i fantasmi diventano sempre di più.

Il video della protesta 

Le foto dei “Fantasmi del passato”

Emanuela Volcan

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