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Roma, 2 lug – La scure censoria dell’Agcom si abbatte sulle parole di Vittorio Feltri (e non solo). Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti riscontrato «la violazione del regolamento di contrasto all’hatespeech di cui alla delibera 157/19/CONS nei confronti dell’emittente R.T.I» in merito alle controverse parole pronunciate da Vittorio Feltri durante la trasmissione Fuori dal coro condotta su Rete 4 da Mario Giordano («Io non credo ai complessi di inferiorità, credo che i meridionali in molti casi siano inferiori»).

E nel mirino dell’Autority è finito lo stesso Giordano, dopo che l’Agcom in una nota ha  «rilevato che il conduttore della trasmissione» non si sarebbe «adeguatamente dissociato dalle dichiarazioni di Feltri riguardo i ‘meridionali’». Pertanto, sulla base della «ripetitività e della gravità dell’insieme degli episodi già contestati all’emittente per la medesima trasmissione», è stato applicato «l’articolo 7 comma 3 del Regolamento» che diffida l’emittente «a non reiterare le condotte contestate».

Non solo: la stessa Autorità ha comunicato di aver analizzato complessivamente il ciclo di puntate alla ricerca di un pattern sistematico di violazione dei principi di cui agli art. 3, 4 e 32 del Tusmar. Ad attirare l’attenzione dell’Agcom infatti, non sono state solo le dichiarazioni dell’ex direttore dei Libero ma anche quelle di Iva Zanicchi nella puntata del 16 giugno 2020, che esprimeva la propria preoccupazione per l’ondata di sbarchi in atto sulle nostre coste: «Succederanno cose molto gravi in questo paese. Questi giovani africani che vengono qua, qualcuno poverino forse farà pure tenerezza, non vedi che non hanno rispetto? Sono prepotenti, pretendono, vogliono. Cosa fanno? Vanno in città, spacciano, se possono stuprano». Giordano in quell’occasione aveva puntualizzato che non tutti gli immigrati arrivano con l’intenzione di delinquere, ma la Zanicchi aveva tirato dritto, parlando dell’impunità – o di una «giustizia all’acqua di rose» di cui godono gli stranieri in molti casi: «Nel loro Paese, se si comportassero così, andrebbero in galera, li farebbero fuori. Qui invece sono padroni di fare quello che vogliono».

Feltri, che pochi giorni fa si è dimesso dall’Ordine dei giornalisti, è intervenuto sulla vicenda spiegando ad AdnKronos di non aver detto nulla di infamante: «Quando ho dichiarato che, non in tutti ma in molti casi, i meridionali sono inferiori, mi riferivo evidentemente alla loro situazione di sottosviluppo, alla loro situazione difficile dal punto di vista sociale». Le sue parole si riferivano piuttosto alla criminalità organizzata: «Non solo, ma anche dal punto di vista del reddito individuale al Sud si registra il 50% del reddito dei settentrionali e dei milanesi in particolare. Non vedo dove sia l’offesa».

Cristina Gauri