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Quelli in questione saranno sicuramente dei mesi “caldi” per i Centri per l’Impiego, uffici pubblici presenti in tutta Italia che, oltre a svolgere diverse funzioni di natura amministrativa, hanno il non semplice compito di far incontrare domanda e offerta in un periodo storico tutt’altro che agevole.

Potenziare i CPI: obiettivo più volte dichiarato dal Ministro Luigi Di Maio

Luigi Di Maio, oggi Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, quando poco più di un anno fa ricopriva il ruolo di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali si era soffermato più volte sulla necessità di potenziare questi uffici e aveva dichiarato di volersi impegnare in tal senso.

Gli impiegati pubblici che operano queste strutture sono inferiori rispetto alle medie europee in rapporto alla popolazione, di conseguenza un ampliamento dei relativi organici era considerato più che opportuno.

In molte zone d’Italia, d’altronde, le condizioni di questi uffici pubblici vengono descritte come particolarmente critiche: la carenza di personale è appunto uno degli aspetti che vengono lamentati con maggior vigore, ma non vanno trascurati altri aspetti quali il sovraffollamento di utenti, l’impiego di sistemi informatici obsoleti, l’utilizzo di locali troppo piccoli e inadatti ad accogliere la cittadinanza.

Potenziamento dei CPI e Reddito di Cittadinanza

La necessità di potenziare i Centri per l’Impiego è stata peraltro strettamente correlata al lancio del Reddito di Cittadinanza, nota misura di welfare.

Il Reddito di Cittadinanza è sostanzialmente un sussidio che viene erogato alle fasce di popolazione più povere (per l’ottenimento è necessario rientrare in determinati parametri) tramite un accredito su un’apposita card, e le spese effettuate dai cittadini devono essere coerenti con le disposizioni di legge; non è possibile, ad esempio, prelevare il denaro per utilizzarlo per acquisti non tracciati, oppure utilizzarlo per acquistare beni poco consoni a chi vive in una situazione di indigenza.

L’obiettivo del Governo, ribadito in più occasioni, è sempre stato quello di concepire il Reddito di Cittadinanza come una misura di carattere temporaneo finalizzata all’inserimento lavorativo, con l’eccezione dei cittadini che, per svariate ragioni, sono esonerati dall’obbligo di ricerca di lavoro.

Ad oggi i risultati sono stati decisamente deludenti, il Reddito di Cittadinanza, si è rivelato uno strumento di welfare di tipo assistenzialistico e l’inserimento lavorativo dei percettori è stato ampiamente al di sotto delle aspettative.

Risultati deludenti ottenuti nonostante gli investimenti effettuati, si pensi ad esempio all’assunzione di quasi 3.000 navigator, consulenti contrattualizzati da Anpal Servizi a cui è stato chiesto di prendere in carico i percettori di Reddito di Cittadinanza per accompagnarli verso l’inserimento lavorativo.

Un’occasione per chi cerca un lavoro nella Pubblica Amministrazione?

Il potenziamento dei Centri per l’Impiego verrebbe dunque eseguito anche in tale ottica, per cercare di trovare una maggiore connessione tra Reddito di Cittadinanza e inserimento lavorativo dei beneficiari, senza ovviamente trascurare la grande mole di lavoro amministrativo che sarà sicuramente necessaria nel prossimo futuro.

Questa, ovviamente, può essere un’opportunità anche per chi sta cercando lavoro: alcuni concorsi hanno già avuto inizio, altri invece devono ancora tenersi di conseguenza non può che essere un buon suggerimento quello di visionare costantemente portali autorevoli sui concorsi quali ConcorsiPubblici.com per essere costantemente informati.

 

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