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Cesare BattistiBrasilia, 13 mar – E’ durata poche ore la detenzione di Cesare Battisti in Brasile. Arrestato nel tardo pomeriggio di giovedì nella cittadina di Embu das Artes, nello Stato di San Paolo, e condotto nel carcere locale, è stato rilasciato poco dopo la mezzanotte in seguito al ricorso presentato del suo avvocato. Il tribunale federale ha infatti accolto la richiesta di scarcerazione subito presentata dal legale di Battisti, Igor Sant’Anna Tamasauskas.

L’arresto doveva servire ad attuare l’immediata espulsione del terrorista italiano, ma il ripensamento della giustizia brasiliana è stato incredibilmente celere. Il caso è stato risolto con celerità e giustizia è stata fatta”, ha dichiarato soddisfatto Tamasauskas. “Non compete a un giudice di primo grado decidere della sua espulsione”, ha aggiunto. Il terrorista rosso ha ottenuto l’habeas corpus, il diritto di richiedere a un giudice l’emissione di un ordine diretto a un’autorità pubblica che ha eseguito un arresto, per rendere ragione della detenzione di quella persona.

Il giudice federale Adverci Mendes aveva sostenuto che Battisti essendo “uno straniero senza documenti in Brasile, condannato in patria per un crimine, non ha il diritto di rimanere qui e di ottenere un permesso di residenza”, giudicando nullo l’atto con cui Brasilia gli ha concesso lo status di rifugiato nel gennaio 2009. Il giudice aveva specificato che “gli istituti di espulsione e di estradizione non devono essere confusi” e che la decisione di espellere Battisti non deve implicare “un affronto alla decisione del presidente di non concedere l’estradizione”. In sostanza il terrorista poteva e può essere espulso anche se non necessariamente in Italia, ma, come aveva poi specificato Mendes, l’estradizione può avvenire anche verso la Francia o il Messico.

Intanto Battisti resta libero e in Brasile.

Eugenio Palazzini

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