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Pisa, 12 nov – Si avvicina il periodo natalizio, tempo di regali e di tradizioni, di quell’aria elettrizzante che caratterizza i nostri meravigliosi centri storici. O forse sarebbe meglio scrivere che caratterizzava? Sì perché questo Natale, il primo dell’era Covid, con ogni probabilità vedrà un commercio molto ridotto, con restrizioni, coprifuochi e lockdown più o meno parziali. E’ anche il caso di Pontedera, comune in provincia di Pisa di 30mila abitanti, famoso per la Piaggio e per un Corso storicamente rinomato per la presenza di negozi che hanno sempre fatto affluire persone da tutte le zone limitrofe. Anche in questo caso è opportuno forse parlare al passato? Già, anche qui infatti si vive una profonda crisi. I negozi del centro storico soffrono la concorrenza dell’e-commerce e molti negli anni hanno abbassato la saracinesca.

Ebbene, l’amministrazione comunale di Pontedera, che probabilmente non ha del tutto a cuore i soldi dei contribuenti (vedasi le migliaia di euro buttate per aver perso al TAR in virtù di un divieto assurdo sull’utilizzo della locale sede di CasaPound durante l’ultimo mandato dell’ex Sindaco Millozzi), per far vivere questo periodo così difficile con un po’ più di allegria ha pensato bene di investire in un presepe “moderno” installato sulla facciata del Comune, in cui Chiara Ferragni, moglie del “braccio destro” del premier Conte nella lotta contro il Covid, interpreta la Madonna.

“E’ un’opera pop”

“E’ vero, quella Madonna ha i lineamenti di Chiara Ferragni. Vuole essere un messaggio di positività”, ha detto Jacopo Pischedda, artista che ha realizzato l’opera. “La Ferragni sta avendo molta visibilità come influencer e si occupa di arte, pochi mesi fa è stata testimonial degli Uffizi, ma è anche sensibile insieme a Fedez per quanto riguarda la pandemia e il premier Conte l’ha incaricata di ricordare ai giovani quanto sia importante l’uso della mascherina. E’ una donna intelligente che usa la sua popolarità per mandare messaggi positivi, per questo l’ho raffigurata nel ruolo della Madonna”, ha specificato Pischedda. “La mia è un’opera pop, con colori molto forti, chi meglio di Chiara Ferragni rappresenta oggi un’icona popolare?”.

Meglio non aggiungere altro, chi sta leggendo questo articolo può tranquillamente farsi un’opinione senza bisogno di nessun supplemento da parte di chi scrive.
Solo due semplici quesiti: perché queste opere “pop” non vengono realizzate anche durante le festività di altre religioni? Come mai il bisogno artistico del progressismo di casa nostra resta in stand-by quando si parla, ad esempio, di islam?

Gianluca Villani

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2 Commenti

  1. C. Ferragni, la I. Staller dei tempi nostri?! “L’ intelligenza è la capacità di adattamento”… sentenziano i propinatori continui. I risultati “intelligenti” non mancano, ma siamo indietro con la Francia rispetto al Islam, grazie a Dio?!

  2. Ma questa è un’opera discriminatoria! Ci dev’essere un errore? Sia il bambino che il padre sembrano caucasici, come mai non hanno i lineamenti da negroidi? Questi artisti non allineati meritano il bando permanente. Si debbono comportare come Amazon, che divulga pubblicità con dei negri giubilanti e riserva l’unica comparsa caucasica a una donna affetta da nanismo, giusto per mettere in chiaro cosa siamo, oramai, diventati ai loro occhi. Oppure Sony, che pubblicizza la PS5 solo con dei testimonial, ovviamente di colore, non caucasici e neppure asiatici. Chissà come saranno contenti i giapponesi di vedersi rappresentati dalla tennista Osaka, anche lei dai tratti negroidi. Avanti così, con la sostituzione etnica, coadiuvata da un bel Virus che attacca le popolazioni europee in età geriatrica, pronti a lasciare il posto ai nuovi abitanti dalla corretta pigmentazione.

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