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Chip nel cervello, via libera ai test negli Stati Uniti: ecco a cosa dovrebbero servire

by Alessandro Della Guglia
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Roma, 26 mag – Impiantare chip in un cervello umano? Non è fantascienza, non parliamo di un film distopico, ma di un progetto che presto potrebbe essere realtà. Negli Stati Uniti, la start-up Neuralink di Elon Musk ha infatti annunciato di aver ottenuto dalla Fda (Food and Drug Administration, ovvero l’ente regolatorio statunitense in tema di salute pubblica) l’autorizzazione ad avviare test per impiantare chip in un cervello umano.
“Congratulazioni, Neuralink!”, ha cinguettato Musk su Twitter. “Questo è un primo passo importante che un giorno permetterà alla nostra tecnologia di aiutare molte persone”, scrive, sempre su Twitter, l’azienda californiana. Precisando però che “il reclutamento per gli studi clinici non è ancora aperto”.

Chip nel cervello umano, l’obiettivo del progetto Usa

Al momento i primi prototipi di chip nel cervello sono stati impiantati nel cranio di alcune scimmie. Queste ultime, stando a quanto reso noto da Neuralink, sono adesso in grado di “giocare” ai videogiochi oppure di “digitare” parole su uno schermo. In che modo? Semplicemente seguendo con gli occhi il movimento del cursore sullo schermo.

Problema: lo scorso anno, il Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM), un’organizzazione americana no-profit di oltre 17mila medici, deposità un’istanza presso il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti in cui denunciava la violazione dell’Animal Welfare Act in relazione a pratiche invasive ed esperimenti cerebrali letali su 23 scimmie. In pratica si accusava Neuralink, la società Elon Musk, di aver sottoposto le scimmie a “estreme sofferenze”, fino a condurle alla morte.

L’azienda californiana intende sviluppare un sistema in grado di aiutare in particolare le persone paralizzate o affette da malattie neurologiche. Con i chip nel cervello sarebbero così in grado di comunicare direttamente con un dispositivo esterno, soltanto attraverso il pensiero. Problema sicurezza? Ovviamente sussiste, tuttavia Neuralink punta a rendere i chip sufficientemente sicuri e affidabili da poter essere utilizzati per interventi chirurgici. Ma non è tutto, perché per Elon Musk questi impianti devono consentire all’umanità di raggiungere una “simbiosi con l’Ai”, ovvero con l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è la realizzazione di una sorta di super cervelli del futuro.

Altri progetti

Neuralink non è comunque la sola azienda a lavorare su progetti analoghi. Synchron, sempre negli Stati Uniti, ha annunciato nel luglio 2022 di aver impiantato la prima interfaccia cervello-macchina. “Stiamo costruendo una tecnologia in grado di trasmettere direttamente i pensieri di persone che hanno perso la capacità di muoversi o parlare a causa di malattia o infortunio”, ha detto Thomas Oxley, fondatore e capo dell’azienda. L’impianto in questo caso non è però inserito nel cervello, ma nei vasi sanguigni. E consente, ad esempio, di scrivere email o navigare su internet soltanto con l’uso degli occhi.

Alessandro Della Guglia

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2 comments

Germano 26 Maggio 2023 - 12:15

Per eliminare tutti questi ultra milionari che non sanno più cosa inventarsi per dominare l’umanità. È chiaro che la scienza usata bene è una cosa buona, ma è chiaro che questi “magnati della scienza” hanno uno scopo diverso con la scienza e non è un bene per l’umanità.

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fabio crociato 26 Maggio 2023 - 4:59

Comincino ad impiantarseli lor signori per non sniffare da mane a sera e risultare fatti come scimmie. Almeno vedremo realmente cosa resta di loro. Sarà molto più interessante per tutti e assolutamente ad alto valore preventivo.

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