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Premessa: i compensi ricevuti dai medici di seguito menzionati non sono certo illegali, così come i loro rapporti con le case farmaceutiche citate. Quanto riportato in questo pezzo apre però una questione di etica e trasparenza.



Roma, 31 ago – Proseguiamo nella nostra inchiesta sulla lunga storia d’amore tra gli esperti, che ogni giorno pontificano sui vaccini dai salotti televisivi o dai social network, e le case farmaceutiche. Abbiamo approfondito la prima parte, analizzando dettagliatamente i codici di trasparenza (Efpia – Disclosure Code) delle aziende produttrici di farmici e vaccini. Il codice è applicato in trentatré Paesi europei che aderiscono all’Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations), comprese la Russia, la Turchia, la Svizzera e il Regno Unito. Nei codici di trasparenza, le case farmaceutiche devono indicare il nome dei medici e delle organizzazioni con cui ha intrattenuto rapporti economici riguardanti consulenze scientifiche, ricerca e sviluppo di nuovi farmaci attraverso gli studi clinici svolti negli ospedali, nelle università e nelle strutture sanitarie pubbliche e private, seminari e convegni scientifici, e supporto ai congressi e ai corsi Ecm (Educazione continua in medicina) organizzati da strutture pubbliche, università, società scientifiche e provider accreditati dall’Ecm stessa. Con questo nuovo approfondimento, oltre ai potenziali conflitti di interessi, si vuole evidenziare quella che potrebbe essere una possibile perdita nell’etica e nella trasparenza, valori che dovrebbero guidare l’operato dei medici, pure quando sono chiamati in televisione per indirizzare l’opinione pubblica italiana.

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Matteo Bassetti, il paperone degli esperti

Digitando sui motori di ricerca “Matteo Bassetti conflitti di interesse”, si apre la pagina del modulo dell’Icmje (Recommendations for the Conduct, Reporting, Editing, and Publication of Scholarly Work in Medical Journals) per la comunicazione dei potenziali conflitti di interessi, datato dicembre 2020. Tale strumento di trasparenza è redatto dall’International committee of medical journal editors, composto dagli editori delle più rinomate riviste scientifiche, come The Lancet e il British Medical Journal. Nel modulo dell’Icmje, si legge che il professor Matteo Bassetti ha ricevuto finanziamenti per consulenze scientifiche, viaggi e congressi da: Angelini, Astellas, AstraZeneca, Basilea, Bayer, BioMèrieux, Cidara, Correvio, Cubist, Menarini, Molteni, MSD, Nabriva, Paratek, Pfizer, Roche, Shionogi, Tetraphase, Thermo Fisher e The Medicine Company.

Alcune delle case farmaceutiche citate dall’Icmje non hanno sedi in Italia o hanno sedi in diversi Paesi, come ad esempio la Pfizer e AstraZeneca. Per questo motivo, non si trova traccia dei trasferimenti di valore intercorsi nel 2020 tra il professor Bassetti e tali aziende, peraltro produttrici dei vaccini anti Covid-19, nei codici di trasparenze riferiti esclusivamente all’Italia che abbiamo analizzato.

Dal 2015 al 2020, Matteo Bassetti ha avuto rapporti economici con le sedi italiane delle case farmaceutiche Angelini, MSD (conosciuta negli Stati Uniti e in Canada con il nome di Merck & Co) Bayer, Gilead, Sanofi, Astellas e Menarini. Tra corrispettivi per consulenze, viaggi e ospitalità, e spese per attività di consulenze, Bassetti ha ricevuto quasi 370mila euro. Ciò lo incorona il paperone degli esperti televisivi dei vaccini. È quantomeno particolare che, alla luce del modulo dell’Icmje e dei codici di trasparenza delle case farmaceutiche, nessun giornalista abbia chiesto al professor Bassetti spiegazioni sui suoi potenziali conflitti di interessi. In Italia, il professor Bassetti ha effettuato consulenze remunerate per la Angelini, che produce l’Amuchina, la MSD, che produce una serie di vaccini (difterite, tetano, pertosse, haemophilus influenzae di tipo B, epatite B, poliomielite, morbillo, parotite, rosolia, varicella e gastroenterite da rotavirus) e che supporta la produzione e la fornitura del vaccino anti Covid-19 della Johnson & Johnson’s con i suoi impianti negli Stati Uniti, la Bayer, che nel 2022 produrrà i vaccini anti Covid-19 sviluppati da CureVac, la Gilead, produttrice dell’antivirale Veklury (remdesivir) usato nel trattamento dei pazienti Covid, la Sanofi, che ha sviluppato Vidprevtyn, un vaccino anti Covid-19 ora revisionato dall’Agenzia europea del Farmaco (Ema) e che fornisce supporto alla BioNTech nella produzione del vaccino Covid-19, la Astellas, e la Menarini, che produce un test immunocromatografico per rilevare il Covid-19.

Luca Richeldi, il membro del Cts che chiede l’obbligo vaccinale

All’inizio di agosto, Luca Richeldi, direttore di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), si era detto favorevole all’obbligo vaccinale da un salotto televisivo. Nel modulo dell’Icmje sui conflitti di interessi, datato maggio 2020, viene evidenziata la collaborazione di Richeldi con Boehringer, Fibrogen, InterMune, Cipla, Vertex, GSK, AstraZeneca, Sanofi, Celgene, Prometic, Roche e Takeda.

In Italia, Luca Richeldi ha intrattenuto rapporti economici con sei case farmaceutiche. Ciò gli ha permesso di guadagnare quasi 115mila euro, nel periodo compreso tra il 2017 e il 2020.

Nello specifico, le case farmaceutiche sono la Roche, che è stata la prima azienda a ricevere l’autorizzazione dell’americana Fda per un test molecolare in grado di rilevare il virus, e che produce gli anticorpi monoclonali  casirivimab  e  imdevimab in partnership con Regeneron (autorizzati da Aifa e Ema) e il test nasale “fai da te” per il Covid-19, la GSK, che produce l’anticorpo monoclonale sotrovimab, in partnership con la Vir Biotechnology (autorizzato da Ema e Aifa) e che sta sviluppando un vaccino anti Covid-19 con la Medicago e un altro vaccino con la Sanofi, la Boehringer, la Zambon, la Sanofi e la MSD (di cui abbiamo già scritto in precedenza).

Franco Locatelli, coordinatore del Cts, ha effettuato consulenze per la Pfizer

Il professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts e direttore del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, è balzato agli onori della cronaca all’inizio di agosto per aver annunciato che, da novembre, il vaccino anti Covid-19 verrà somministrato anche ai bambini di età inferiore ai 12 anni. Solo tre mesi prima, in audizione presso la commissioni congiunta Salute e Istruzione del Senato, Locatelli aveva dichiarando che il rischio Covid per i giovanissimi era “contenuto, se non irrilevante”. Una giravolta quasi inspiegabile visto che il tasso di letalità (decessi rispetto ai casi di positività) per gli under 19 è rimasto invariato negli ultimi mesi e si attesta allo 0,0043 per cento, secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità.

In Italia, Locatelli ha intrattenuti rapporti economici con la Pfizer (nel 2020), la Amgen, la Novartis, che fornisce capacità produttiva per il vaccino anti Covid-19 Pfizer-BioNTech, la Celgene, la Sobi, che produce l’antinfiammatorio anakinra contro le forme medio-gravi di Covid-19, la Sanofi e la Gilead. L’importo complessivo dei trasferimenti di valore dalle case farmaceutiche a Locatelli è di quasi 24mila euro.

Massimo Galli, il professore che doveva lasciare la televisione

Durante i mesi della pandemia, Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Statale di Milano e primario all’Ospedale Sacco, ha annunciato più volte che avrebbe lasciato i salotti televisivi, ma la passione per la mediaticità presumibilmente non glielo ha permesso. Quindi, come un fungo di fine estate, il professore è rispuntato in televisione, dove ha affermato: “Il dato di fatto è che bisogna arrivare a vaccinare molte più persone o avremo un settembre molto caldo”. Nel 2020, come evidenziato dal modulo dell’Icmje che mostra anche i trasferimenti di valore con le sedi estere delle case farmaceutiche, il professor Galli ha ricevuto sovvenzioni e compensi dalla BMS (Bristol Myers Squibb), dalla ViiV, dalla MSD, dalla AbbVie, dalla Gilead, dalla Janssen e dalla Roche.

In Italia, Massimo Galli ha intrattenuto rapporti economici con la AbbVie, che sta conducendo ricerche in partnership su nuovi farmaci e anticorpi per la cura del Covid-19, la GSK e la Biogen. L’ammontare complessivo ricevuto da Galli è di quasi 55mila euro.

Roberto Burioni, l’esperto con la poltrona fissa da Fabio Fazio

Il virologo Roberto Burioni, che ormai ha in pratica occupato una poltrona del salotto di Fabio Fazio, si accende spesso di un entusiasmo smoderato e imprudente riguardante l’efficacia dei vaccini, per poi venire smentito successivamente. Ad esempio, il 15 giugno scorso, Burioni aveva scritto un post trionfalistico sulla campagna vaccinale in Israele: “Israele è libero da Covid-19. Niente maschere, niente restrizioni, tutti al cinema, al ristorante, in discoteca a teatro o dove diavolo gli pare a ogni libero cittadino con i volti scoperti e i sorrisi esposti. Incubo finito. Perché? Grazie ai vaccini. Sbrighiamoci dunque”. Ora Israele si ritrova nel caos di una nuova ondata di virus e, oltre a ridisporre diverse restrizioni, sta già inoculando la terza dose di vaccino. Il 30 agosto, Burioni è corso ai ripari affermando che la campagna vaccinale in Israele, sebbene sia partita bene, si sia arrestata al “58 per cento della popolazione”, mentre era già al 63 per cento. Il virologo ha pure confessato che “la protezione (del vaccino, ndr) diminuisce con il tempo”.

In Italia, Roberto Burioni ha intrattenuti rapporti economici con la Pfizer (nel 2017 e nel 2018), la GSK, la MSD e la Biogen, per un ammontare complessivo di quasi 16mila euro.

Fabrizio Pregliasco, l’amore ai tempi del Covid

Il dottor Fabrizio Pregliasco, il più bonario tra gli esperti da salotto televisivo, ha consigliato ai giovani l’astinenza, ovviando con “pratiche onanistiche” per poi sconsigliare pure i flirt estivi. “Solo in forma platonica, senza né preliminari, né sesso. I baci? Sono rischiosissimi, i droplet sono fortemente a rischio se il soggetto è positivo” aveva dichiarato Pregliasco nel maggio scorso, consigliando di effettuare un tampone quando la passione non riusciva a essere sedata.

In Italia, Fabrizio Pregliasco ha intrattenuto rapporti economici con due case farmaceutiche, la GSK e la Sanofi, per un ammontare complessivo di 13mila euro. Ciò lo rende la Cenerentola delle star del vaccino.

Francesca Totolo

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9 Commenti

  1. Le implicazioni vanno quindi ben oltre le entrate extra dei singoli personaggi e riguardano naturalmente gli ambiti universitari e sanitari nei quali questi Prof. “operano” (non scrivo solo dei quattro gatti citati), spesso addirittura dettando scelte umane, economiche, tecniche e di politica sanitaria escludenti altre più valide possibilità, opportunità.
    (Nel mio piccolo, ho riscontrato che quelli risultanti più venduti sono purtroppo sempre tra i più determinanti e non basta certo l’ inserimento extra di amministratori a bloccarli; nel caso trasferiscono tutto nel loro “privato”). Con certi pezzi da novanta il dubbio era ed è sempre “opinion leader o opinion lader?”.

  2. Non ci sono insulti sufficienti per questi signori, tolto che, spero, abbiano fatto qualcosa per risolvere il problema Covid , ci hanno terrorizzato per due anni, atteggiandosi da STAR in tutte le trasmissioni televisive, e adesso ( ma siccome non siamo fessi ) viene fuori che lo fanno per soldi, VERGOGNA.

  3. L’articolo è scritto bene ma c’è un dato importante non evidenziato. La ANGELINI farmaceutica non solo produce Amuchina, ma il suo prodotto di punta è la TACHIPIRINA cosa ancora più grave per Bassetti, quella della VOGILE ATTESA che in realtà non cura ma non fa altro che peggiorare la risposta immunitaria al Covid, quella Grazie alla quale le azioni della ANGELINI dopo che con il governo Conte venne approvato appunto io
    Protocollo della vigile attesa ha visto le proprie azioni impennarsi

  4. tutto questo senza contare i soldi che prendono dalle televisioni (pubbliche magari, pagate con le nostre tasse) per propinare le “informazioni” di regime. Mica lo fanno gratis per amore della nostra salute!!

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