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Torino, 14 dic – Il dipendente di un’azienda di Torino si sentiva così “bullizzato” da un suo collega che decide di avvelenarlo con gli antidepressivi. Scoperto dai Carabinieri, adesso è indagato per lesioni aggravate. Forse il vero bullo era lui, alla fine.



Il bullizzato avvelenatore

Il collega che alla fine è risultato essere la vera vittima di quello che si sentiva “bullizzato” si è sentito male dopo aver bevuto acqua a lavoro. Immediatamente dopo si è addormentato di colpo. Preoccupato da questa evenienza, l’uomo si è recato al pronto soccorso insieme alla moglie – lì, anche la donna ha avuto un malore. Quando si fa le analisi, quello che ne risulta è sconcertante: nel sangue emergono tracce di benzodiazepine, ovvero antidepressivi. I Carabinieri di Beinasco indagano e scoprono, tra i dipendenti dell’azienda, almeno altri due episodi simili a quello accaduto all’uomo.

Il sospetto padrone degli antidepressivi

Tutti i sospetti convergono qundi su un uomo, per i colleghi «un po’ strano». Prorpio a casa sua, i Carabinieri trovano un gran numero di antidepressivi, che appartenevano alla madre. L’uom confessa. “Sono stato io. Mi sentivo bullizzato”. Il bullizzato, però, alla fine era il seviziatore. Un episodio simile si è verificato anche a Bra, dove sempre sul posto di lavoro una donna metteva ansiolitico nel cappuccino della collega, temendo di perdere il posto per colpa sua.

Ilaria Paoletti



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