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1436881229-nomadi-rom-rifiuti-030215-700x454Roma, 22 feb – Prima di oggi tutto era più difficile, c’era effettivamente un grande vuoto normativo, una chiara assenza di diritti. Tentare di smerciare del rame rubato, dei vestiti sottratti illegalmente dai cassonetti gialli o i pezzi di carrozzeria presi qua e là in città, era un grosso problema. Dovevi fare dei mercatini, occupare abusivamente un piazzale e discutere animatamente con la polizia municipale. Ma adesso per fortuna tutto cambierò, perché il Campidoglio ha deciso di stanziare 5 milioni di euro per gestire 6 aree dedicate, in cui finalmente sarà possibile vendere e acquistare la merce rubata o trovata nell’immondizia alla luce del sole da aprile 2016 a dicembre 2017. Il super Commissario Tronca, più precisamente il Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma, le chiama “isole nomadi” (un bel nome, rassicurante verrebbe da dire, meglio di “mercatini rom”).

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Più precisamente nel bando si parla di “rafforzare le attività professionali preesistenti e contraddistinte da carattere economico informale”, cioè “le attività volte al recupero di cose usate per il riutilizzo, attraverso l’organizzazione di mercatini del riutilizzo, di raccolta di materiali ferrosi e di rifiuti ingombranti”. A tal proposito verranno creati “spazi destinati a luogo di lavoro, per la raccolta e la lavorazione di metalli”. Le parole sono importanti ma non riescono a nascondere una realtà evidente: non riuscendo a combattere l’abusivismo, i furti, il degrado etc, il Comune di Roma decide di legalizzare i mercatini abusivi. Una prova di forza dei rom, che dimostra ancora una volta che chi ha la forza a Roma fa come gli pare e gode di impunità. Con buona pace delle migliaia di commercianti romani, vittime della crisi, della burocrazia e di una tassazione insostenibile, che magari si ritrovano con multe di migliaia di euro per un tavolino in più messo fuori da un bar o per l’ennesimo controllo dei Nas che fa le pulci su ogni cosa.

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Come se non bastasse all’interno dello stesso bando si parla di “superare la logica dei campi rom” e di case popolari a loro riservate. In più nel bando sono previsti, per ogni campo rom, almeno 25 borse di studio da 400 euro mensili per un impiego trovato dal comune di Roma! Concessioni e privilegi che vengono spiegati dal Campidoglio, con il vantaggio di una maggiore sicurezza, visto che il bando prevede più controlli e un giro di vite sui campi rom. Una bella consolazione non c’è che dire, dopo avergli garantito di “lavorare” con la merce rubata, di avere una casa e di ricevere anche un sussidio dal Comune.

Davide Romano

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