Condannato per dei like su Facebook. Ma il Corriere racconta un’altra storia

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Roma, 31 mag – Un uomo svizzero di 45 anni è stato condannato a pagare 4.000 franchi svizzeri, pari a circa 3.700 euro, per aver cliccato “mi piace” ad alcuni commenti su Facebook contro il presidente di un’associazione animalista. Si tratta di una sentenza senza precedenti storici e decisamente astrusa (oltreché grave), pronunciata dal tribunale di Zurigo. Per i giudici l’uomo, di cui non è stata resa nota l’identità, avrebbe “apprezzato” alcuni commenti sul social network che, senza prove, davano del “razzista” e del “fascista” a Erwin Kessler, presidente dell’Associazione animalista contro le fabbriche di animali. Secondo il tribunale svizzero, nel cliccare “like” su Facebook a certi commenti, l’imputato avrebbe contribuito a diffondere giudizi e accuse, senza poterle dimostrare, nei confronti di Kessler.

Siamo quindi al Panopticon liberticida che addirittura arriva a condannare dei meri “like” virtuali. E a proposito di leggi assurde, da notare la “fake news” del Corriere della Sera che ha riportato questa notizia sottotitolando così: “Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato un 45enne a pagare una multa di 4 mila franchi per aver concesso il pollice alto a commenti razzisti e antisemiti”. In realtà, come spiegato sopra, è esattamente il contrario. L’uomo è stato condannato per aver espresso “apprezzamento” a chi dava del razzista a un’animalista. Non per aver “concesso il pollice a commenti razzisti e antisemiti”.


E del resto lo stesso Corriere si smentisce subito dopo scrivendo: “Il 45enne aveva concesso il pollice alto a sei commenti che attaccavano l’animalista Erwin Kessler e la sua associazione contro le fabbriche di animali con termini come «fascista», «anti-semita» e «razzista»”.

Alessandro Della Guglia

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