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Milano, 20 ott – Ferragnez pensateci voi. Noi italiani, si sa, siamo un popolo indisciplinato, la colpa della cosiddetta seconda ondata di coronavirus è da ascriversi tutta al nostro comportamento irresponsabile – non al fatto che per andare al lavoro o a scuola siamo costretti ad ammassarci, ogni giorno, a milioni, sui mezzi pubblici, o nelle stazioni metropolitane di tutto il Paese, no; ci vuole qualcuno che sensibilizzi questi 60 milioni di caproni allergici alle regole, preferibilmente qualcuno che a «lavorare» ci va in Lamborghini, per esempio. Qualcuno che, insistendo sull’importanza dell’indossare la mascherina, rafforzi la narrazione secondo la quale solo i dispositivi di protezione possono salvarci, il governo sta facendo tutto il possibile – e che quindi, se ci becchiamo il virus e lo diffondiamo, è solo colpa nostra.

L’appello di Fedez

Detto, fatto: ed ecco che nelle storie Instagram del rapper Fedez spunta la paternale ai giovani sui dispositivi di protezione individuale: «Ho avuto una telefonata inaspettata – attacca il marito della Ferragni – siamo stati messi in contatto con il presidente del Consiglio che ha chiesto l’aiuto da parte mia e di mia moglie. Per esortare la popolazione, soprattutto quella più giovane, sull’uso delle mascherine. Non so se c’è un modo adatto per dirlo… Ragazzi, siamo in una situazione molto delicata e non possiamo permetterci un nuovo lockdown. Entra in gioco la responsabilità individuale di ciascuno di noi e con un semplice gesto possiamo evitare lo scenario che abbiamo vissuto negli scorsi mesi. Quindi, mi raccomando ragazzi, usate la mascherina».

Chi meglio dei Ferragnez?

La modalità «reality» della comunicazione istituzionale all’epoca del Governo Conte aveva già regalato emozioni. Abbiamo avuto, così, nell’ordine, un Dpcm titolato con un hashtag (#iorestoacasa), per non parlare delle continue anticipazioni dei contenuti. La coppia dei Ferragnez è perfetta, buona per tutti gli usi – dal discettare di «cultura» alle reprimende sugli atti di montante «fascismo e razzismo». Certamente, devono aver pensato dalle parti di Palazzo Chigi, molto meglio intrattenersi al telefono con Fedez piuttosto che con le opposizioni parlamentari, che infatti sono state sbrigativamente liquidate, a Dpcm bello e redatto, con una telefonatina.

Una bolla di sapone

L’unico problema – e questo qualcuno lo dovrebbe far notare a Casalino – è che i like di Facebook o i follower di Instagram, senza atti pratici messi in campo per lenire crisi sanitaria e crisi economica, sono destinati a sgonfiarsi nella maniera più tragica possibile.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Li ha chiamato per accentuare disinformazione. Vedi che esempi per i giovani! Una nullafacente e un deficiente. Analfabetismo culturale

  2. “Povero” Conte, da un Federico II citato furbescamente (ai tempi del “esonero” Salvini), a Federico L.Lucia…. Più in basso di così è difficile!

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