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Roma, 26 apr – L’Associazione nazionale comuni italiani scrive una lettera all’attenzione del premier rivendicando misure «indispensabili per avviare la fase 2, per una ripartenza vera, che non lasci indietro nessuno». Una missiva con cui apriranno oggi il confronto per organizzare il dopo-3 maggio, che ormai è alle porte. «Fin dall’inizio dell’emergenza abbiamo garantito collaborazione al governo, che confermiamo». Ora però i sindaci pretendono attenzione e risposte da Palazzo Chigi.

«Dateci indicazioni»

Il documento, firmato a nome di tutti i primi cittadini d’Italia dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro contiene dieci proposte. «Ripartire con gradualità secondo regole certe e chiare e misure attuabili si deve ed è possibile», si legge nella missiva. «Servono linee guida nazionali sui vari ambiti e settori. Serve definirle ed avere il tempo congruo per prepararsi. Serve più di tutto massima chiarezza e condivisione fra i vari livelli di governo-Comuni-Regioni-Stato su chi fa che cosa e con quali risorse».

Le dieci proposte al governo

In sunto si tratterebbe di «conoscere prima del 4 maggio l’elenco delle attività che riaprono per adottare le misure necessarie in materia di mobilità e trasporto, per la regolazione degli orari degli uffici e degli esercizi, per regolare il corretto utilizzo da parte dei cittadini degli spazi pubblici (parchi, aree attrezzate, giardini, età)», poi «dare indicazioni chiare e inequivoche sul corretto utilizzo delle mascherine alla popolazione e ai lavoratori, assicurando disponibilità nelle farmacie ad un prezzo fisso calmierato». Informazioni utili per poter ripartire in sicurezza, insomma, non quesiti esistenziali destinati a rimanere senza risposta. Dopo due mesi e 15 task force di «espertoni», sarebbe anche il minimo.

Risorse, turismo e mezzi pubblici

I sindaci, inoltre, chiedono che «le eventuali risorse assegnate alle Regioni, oltre a quelle già attribuite con precedenti provvedimenti, siano vincolate ad attività strettamente legate all’emergenza» e che venga migliorato «il coordinamento delle misure di sostegno economico per i numerosi settori produttivi colpiti duramente dall’emergenza in modo da assicurare a tutti liquidita in tempi rapidi ed effettivo sostegno con particolare attenzione al settore turistico e balneare». Nel documento non manca il punto sul trasporto pubblico a richiesta di un «integrale sostegno finanziario, inclusi i minori ricavi da perdita della bigliettazione e incentivi sulla micro mobilità elettrica, semplificazioni per la realizzazione di piste ciclabili».

Sì agli investimenti pubblici

Per i primi cittadini bisogna infine «puntare decisamente e senza indugi per la ripresa degli investimenti pubblici sui Comuni e sulle Città metropolitane. I Comuni sono i principali investitori pubblici del nostro Paese con una capacità di resa delle risorse assegnate incommensurabile rispetto agli altri livelli di governo. I sindaci chiedono poteri straordinari di natura commissariale per la realizzazione di opere di valore superiore ad 1 mln e una decisa semplificazione delle regole in materia di appalti di lavori e servizi. Prevedere, inoltre un finanziamento autonomo della funzione fondamentale delle Città metropolitane in materia di sviluppo economico e produttivo attribuita dalla legge statale».

Aldo Milesi

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3 Commenti

  1. io solleciterei Conte e gli altri criminali che lo aiutano a suicidarsi in massa!

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