Roma, 14 giu – Evitiamo mezzi termini e giri di parole: il vecchio continente è in preda alle sostanze stupefacenti. Un drammatico dato di fatto che emerge chiaramente dalla Relazione europea sulla droga 2002: Tendenze e sviluppi, dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda). Nel rapporto in questione si evidenza il “rapido rimbalzo” dell’offerta e del consumo di droghe in Europa. Dalle analisi delle acque reflue emerge un preoccupante aumento del consumo di sostenta stupefacenti devastanti come cocaina, crack, amfetamina e metamfetamina in molte città tra il 2020 e il 2021.

Europa in preda alle droghe: il problema del mercato digitalizzato

Siamo quindi di fronte a un’industria che non ha mai conosciuto crisi. A cosa è dovuto? Una delle cause principali rilevata è “la tendenza del mercato della droga a diventare sempre più digitalizzato”, aspetto che “potrebbe aver subito un’accelerazione in questo periodo, in quanto le applicazioni dei social media e i servizi criptati sembrano essere più utilizzati per facilitare l’acquisto di droga”. In pratica “le droghe tradizionali non sono mai state così accessibili e continuano a emergere nuove sostanze potenti“, fa presente il direttore dell’Emcdda Alexis Goosdeel, specificando che “possiamo affrontare le complesse questioni politiche in materia di droga solo se fondiamo le nostre risposte su una comprensione equilibrata e basata su dati oggettivi”.

Boom di nuove sostanze

Non è tutto, perché sempre in Europa si registra uno sconcertante incremento di nuove sostanze psicoattive, che spuntano come funghi addirittura al ritmo di una alla settimana. Prova ne siano le 52 nuove droghe segnalate soltanto nel 2021 attraverso il sistema di allerta rapido dell’Ue (Ews). Tra queste vi sono 6 nuovi oppiacei sintetici, 6 catinoni sintetici e 15 nuovi cannabinoidi sintetici. In totale si registrano ben 880 nuove sostanze psicoattive monitorate dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda). Impressionanti i dati sui quantitativi di nuove sostanze psicoattive sequestrate nel 2020: 6,9 tonnellate. Stando sempre alla relazione dell’Osservatorio, in seguito ai controlli effettuati sui catinoni sintetici in Cina, nel 2020 la gran parte dei quantitativi di queste sostanze diffuse in Europa arrivava dall’India.

Quanti sono i consumatori di droga in Europa

L’Osservatorio europeo stima che nell’Unione europea siano circa 83,4 milioni le persone di età compresa tra 15 e 64 anni, il 29% della popolazione totale del continente, ad aver fatto uso di sostanze illecite nell’arco della vita. Soltanto nell’ultimo anno sono circa 30 milioni le persone ad aver consumato droga in Europa. Nella relazione si evidenzia inoltre come “la maggior parte di persone con problemi di droga utilizzi” una serie di sostanze. Aspetto che genera “una notevole maggiore complessità nei modelli di consumo di stupefacenti” rappresentati da un vero e proprio mix di “medicinali, nuove sostanze psicoattive non controllate e sostanze quali ketamina e Gbl/Ghb ora associate a problemi di droga in alcuni Paesi o tra alcuni gruppi”.

In Europa si producono droghe. Ecco dove

“Anche l’Unione europea è diventata un produttore significativo di alcune droghe, sia per il consumo interno sia per il mercato globale”, sottolinea l’Osservatorio. Fenomeno testimoniato “dallo smantellamento di oltre 350 strutture di produzione della droga nell’Unione europea nel 2020. Sembra che la globalizzazione stia guidando alcuni di questi cambiamenti, con particolare preoccupazione per la maggiore interazione che sembra attualmente esistere tra gruppi criminali internazionali ed europei. Ne è un preoccupante esempio la recente osservazione secondo cui i gruppi criminali messicani hanno iniziato a occuparsi della produzione di droghe sintetiche nell’Unione europea”.

Dove si producono le nuove droghe

I maggiori centri di produzione si trovano tra il Belgio e l’Olanda. “Storicamente, la produzione di metamfetamina in Europa è stata caratterizzata da laboratori domestici locali su piccola scala che utilizzano precursori chimici estratti dai medicinali – spiega l’Osservatorio europeo- Negli ultimi anni, tuttavia, nei Paesi Bassi e in Belgio sono stati individuati siti su larga scala che utilizzano un metodo di produzione diverso; questa zona è importante anche per la produzione di amfetamina e MDMA con processi simili. In questo settore, è stata segnalata anche una certa collaborazione tra criminali europei e messicani nella produzione di grandi quantità di metamfetamina, utilizzando nuovi processi di produzione, legata a laboratori illeciti di medie e grandi dimensioni. Ciò solleva preoccupazioni in merito al fatto che l’Europa svolga ora un ruolo più significativo nell’offerta globale, con la produzione di metamfetamina per l’esportazione verso mercati altamente redditizi in Paesi non europei”.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Togliendo infanti ed anziani, più di uno su tre… non vive, non sopporta, non partecipa, non combatte (salvo danneggiare volutamente o meno il prossimo), e pesa drammaticamente sia dal punto di vista economico-politico che spirituale sulla comunità tutta.
    “Mettete i fiori nei vs. cannoni”… che presa per il culo colossale… oggi siamo in guerra conclamata pure in tempo di cosiddetta pace prevalente.

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