Roma, 27 lug – In questi momenti sembrerebbero ormai decise le sorti di Ita Airways, la cordata con la quale avviare le trattative in esclusiva per la privatizzazione della compagnia dovrebbe essere stata identificata nel gruppo Msc-Lufthansa, che è riuscito ad imporsi sulla cordata concorrente, rappresentata dal fondo statunitense Certares, alla quale fa capo anche AirFrance-Kim. Nonostante l’operazione rientri tra gli affari correnti dell’esecutivo, tra gli esperti ci sono posizioni discordanti sul portare avanti la trattativa in un momento politico di disordine e instabilità. In ogni caso nessuna voce contraria al diktat imposto fin dalla nascita della compagnia dalle ceneri di quella che era Alitalia: vendere, ad ogni costo.

La svendita di Ita Airways

Anche i sindacati si mostrano preoccupati per le sorti della compagnia di bandiera alla luce della caduta del Governo Draghi, chiedendo garanzie sul Piano industriale del vettore. “È ormai indifferibile che giunga a conclusione il processo di scelta del partner per Ita Airways – hanno dichiarato Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo al termine dell’incontro di lunedì al Mims sul Trasporto aereo – che permetta l’ingresso di nuovi capitali privati che, possano sviluppare l’azienda sul piano industriale in assenza del quale ci sarebbero effetti gravissimi sul sistema Paese oltre che sulla compagnia di bandiera, sulla società di handling e sul ramo della manutenzione”. Queste parole mostrano come anche gli stessi sindacati si allineano alle scelte di chi ha dimezzato un’intera flotta e ridotto stipendi per rendere più appetitoso un ingresso sul mercato nelle fauci di grandi gruppi economici ai quali svendere la compagnia di bandiera della nostra nazione.

L’Italia continua a perdere potenza

Da quando ha preso servizio Ita Airways non si è fatto altro che estromettere completamente lo Stato dal capitale della società di punta di uno dei settori più strategici, programmando una vera e propria scomparsa dell’intervento pubblico. Nella cosiddetta libera concorrenza di mercato l’Italia si è vista far fuori dalla Commissione Ue la propria compagnia di bandiera e ora vediamo il nuovo gruppo svenduto, facendoci così perdere ulteriore potenza industriale.

Andrea Grieco

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1 commento

  1. Staremo a vedere quali saranno i risultati prodotti dalle strategie industriali. Per adesso tutto lascia prevedere un altro fallimento, che ovviamente sarà mascherato da successo, come spesso accade in Italia, con false autocelebrazioni e bonus milionari. Un Paese che non riesce a creare lavoro può solo tenere buono il popolo con elemosina di redditi e bonus. E il peggio non è ancora arrivato. L’importante è vaccinarsi!

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