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Roma, 19 gen – Un altro eurodeputato si aggiunge alla lista di coloro che denunciano la poca trasparenza dell’azienda farmaceutica Curevac nella gestione delle informazioni e del contratto del vaccino anti-Covid stipulato con l’Unione europea. Dopo la testimonianza dell’eurodeputato belga Marc Botenga, che parlava di «50 minuti a disposizione per leggere decine di pagine» di un contratto comunque spogliato delle informazioni più sensibili, arriva l’accusa dell’europarlamentare francese Michéle Ravasi. Lo riporta Il Tempo.



Un contratto del vaccino pieno di omissis

Ravasi, dei Verdi/Ale, racconta di avere letto un contratto del vaccino costellato di omissis e blindato in una stanza di Bruxelles con severe norme di accesso. Parliamo sempre del contratto siglato dalla Commissione Europea con Curevac per acquistare in anticipo le dosi di vaccino anti-Covid. Numerose, come detto, le censure. Totalmente assenti i punti che indicano chi dovrebbe rispondere dei danni provocati dai possibile effetti collaterali dell’iniezione.

La parola passa ora commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, alla quale è stata fatta richiesta di rivelare le informazioni mancanti durante la plenaria a Bruxelles.

Gli eurodeputati chiedono accesso al contratto nella sua interezza

«Sono mesi – spiega Rivasi – che chiediamo accesso ai contratti siglati dalla Commissione con i produttori di vaccini, che l’esecutivo continua a mantenere segreti, limitandosi a fornire un accesso parziale, unicamente in una reading room allestita dalla Dg Sante a Bruxelles, in piena pandemia, a condizione che non si fotografi e che non si prendano appunti, al contratto siglato con Curevac». Tale contratto aveva assicurato all’Europa un totale di 225 milioni di dosi di vaccino.

Nessuna informazione nel contratto del vaccino

«Ho fatto sei ore di treno per andare in questa reading room. Sulle cifre» accordate ai produttori «non c’è nulla; sui luoghi di produzione, non c’è nulla; sui prezzi, non c’è nulla», continua Rivasi.

Le uniche informazioni relative al costo delle dosi sono note grazie ad un tweet, che risale a dicembre, della sottosegretaria belga Eva de Bleeker. Nel corso di una accesa polemica su Twitter aveva rotto il patto di riservatezza chiesto dalle aziende farmaceutiche, diffondendo i prezzi dei vaccini. La sottosegretaria aveva poi cancellato il tweet, ma alcuni veloci followers lo avevano screenshottato e diffuso. Ebbene, secondo la tabella il vaccino di Pfizer e BionTech costa agli Stati Ue 12 euro a dose, mentre quello di Moderna si assesta a circa 14,7 euro. Il vaccino Oxford/AstraZeneca è il più economico (1,78 euro a dose), mentre per Curevac il prezzo è di 10 euro a dose, per Sanofi/Gsk sono 7,56 euro, per Johnson & Johnson 8,5 dollari.

Un fiume di soldi senza ricevere informazioni 

«Non è possibile, non si possono dare così tanti soldi pubblici senza contropartita», espone Rivasi. E’ possibile che per tutti quei soldi spesi non sia possibile sapere chi è «responsabile degli effetti collaterali? Dovete rispondere su questo, perché nei contratti non c’è nulla. Se mi vaccino domani e ho una paralisi facciale, chi ne risponde? Lo Stato o la compagnia farmaceutica? Dovete rispondere».

Cristina Gauri

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