Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 mar – Il governo Draghi sulla falsa riga del Conte bis si appresta a imporre nuove restrizioni ai cittadini: allo studio la possibilità di un coprifuoco anticipato e il lockdown fisso nei fine settimana, così come di una super zona rossa per la vaccinazione di massa. Il nuovo Dpcm è entrato in vigore il 6 marzo e già il Comitato tecnico-scientifico e il solito ministro della Salute Roberto Speranza chiedono al premier Mario Draghi di adottare misure più stringenti. Decisivo in tal senso sarà il vertice di oggi per varare un eventuale nuovo Dpcm (ma non si doveva tornare ai decreti leggi discussi in Parlamento?).



Oggi il vertice per valutare nuove restrizioni

Appuntamento dunque per oggi pomeriggio con la cabina di regia a Palazzo Chigi. Il premier ha convocato, oltre che Speranza, il ministro per gli Affari regionali Gelmini, per lo Sviluppo economico Giorgetti, per le Politiche agricole Patuanelli, ai Beni culturali Franceschini e per la Famiglia Bonetti. Ci saranno inoltre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Garofoli, gli esperti del Cts e il commissario per l’emergenza Figliuolo. Obiettivo: procedere a un “attento monitoraggio della situazione” nazionale. Per poi decidere se da un lato l’andamento della curva epidemiologica e dall’altro l’accelerazione della campagna vaccinale, che il premier ritiene “cruciale”, richiedano un nuovo giro di vite su spostamenti e aperture.

Black Brain

Speranza come al solito chiede un nuovo giro di vite

Se è vero infatti che il Dpcm in vigore fino al 6 aprile lascia ai presidenti delle regioni e ai sindaci la facoltà di adottare misure più restrittive, ora potrebbe servire una ulteriore stretta su base nazionale. Allo studio in tale ottica anche la possibilità di estendere il parametro dei 250 casi positivi su 100 mila persone, già applicato per la chiusura delle scuole, per far scattare in automatico la zona rossa (come chiesto dal Cts). Speranza, neanche a dirlo, chiede una stretta ulteriore, oltre alle misure già previste per le zone rosse, che la prossima settimana – contagi alla mano – potrebbero aumentare.

Coprifuoco anticipato e lockdown nei fine settimana

Tra le possibili nuove restrizioni quella di anticipare il coprifuoco, ora fissato dalle 22 alle 5, di due o tre ore. In modo così di costringere gli italiani in casa ancora più tempo e ridurre la possibilità che le varianti circolino ulteriormente sul territorio. Altra ipotesi, quella di istituire il lockdown nazionale durante tutti i fine settimana, con tutto chiuso e tutti in casa. Un modo per stroncare definitivamente quel che resta della vita sociale. Ma gli esperti sono convinti che le misure di contenimento siano l’unica arma efficace contro la pandemia. Anche se a dire il vero esistono approcci differenti, che non vengono presi in considerazione, secondo cui allo stato attuale il lockdown è inutile, perché “il virus è endemico e quindi deve circolare“.

Possibile chiusura dei centri commerciali dove sono chiuse le scuole

Invece gli esperti che consigliano il governo spingono per nuove chiusure. Altra ipotesi al vaglio è la serrata dei negozi nelle zone dove sono chiuse le scuole. Questo per evitare che i ragazzi fuori dall’orario della didattica a distanza si riversino nei centri commerciali, col rischio di assembramenti. Sempre oggi il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi vedrà gli esperti del Cts e dell’Istituto superiore di sanità per valutare insieme tutte le possibili soluzioni.

Tre settimane di zona rossa nazionale per accelerare con la vaccinazione di massa

Altra possibilità allo studio, oltre a coprifuoco anticipato e serrata generale nei week end, infine, quella di un lockdown nazionale per vaccinare più in fretta. Magari lasciando fuori dalle misure di confinamento le aree con numeri da zona bianca. Italia in zona rossa per tre settimane, dunque. Per accelerare le procedure di vaccinazione, per precettare il maggior numero di operatori sanitari e metterli a vaccinare a tappeto. Lockdown che sarebbe necessario anche visto e considerato quello che è successo nel comparto della scuola, dove diversi istituti hanno chiuso per due, tre giorni a causa degli insegnanti in malattia per gli effetti collaterali del vaccino. In grande, tale scenario si presenterebbe a livello delle strutture della pubblica amministrazione. A quel punto – è il ragionamento – meglio chiudere tutto.

Adolfo Spezzaferro

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Un intero popolo nelle mani di politici venduti, al migliore offerente (grande finanza globalizzatrice, BigPharma, burocrazia UE, con i loro progetti di deindentificazione e deumanizzazione dei popoli) e ad un manipolo di pseudo-scienziati i quali, oltre ad essere in forte odore di conflitto d’interesse, sono pure affetti da pericoloso delirio di onnipotenza (oltre che da altre psicopatologie di varia portata e incidenza: ipocondria in primis). Di criminali e psicopatici, quindi. O ce ne liberiamo con ogni possibile mezzo, oppure il notro futuro sarà segnato…

  2. Per giro di vite si intende generalmente l’inasprimento di una pena nei confronti di un determinato reato. Il suo uso è diventato comune in ogni ambito umano.
    Ditemi quale sarebbe il reato.

  3. Vi prego, almeno voi del Primato Nazionale, chiamate questa misura per quello che è, ovvero un CONFINAMENTO. A fine anno scorso avete scritto un bell’articolo sulla lingua italiana in declino a causa di smodato uso di anglismi. Sarebbe quanto meno decente che ci fosse almeno una testata, oltre quelle del Ticino (che paradossalmente tutela la lingua italiana molto più di noi), a definire in maniera chiara e trasparente le cose per come stanno, nella loro cruda schiettezza.

Commenta