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Roma, 24 ago – Contagi in calo, diminuiscono i morti e in terapia intensiva intensiva sono ricoverati meno pazienti rispetto a ieri. In estrema sintesi è quanto si evince dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Per l’esattezza oggi i nuovi positivi sono 953, a fronte dei 1.210 rilevati ieri. Come al solito riportiamo anche il numero dei tamponi: nelle ultime 24 ore ne sono stati effettuati 45.914, ieri ne erano stati fatti 67.371. Le regioni maggiormente colpite di oggi sono il Lazio (146 nuovi casi), Emilia Romagna, Veneto e Campania (tutte con 116) e e la Lombardia (110). In tre regioni non sono stati registrati nuovi positivi: in Valle d’Aosta, Molise e Basilicata. Le vittime di oggi sono 4, ieri erano state 7. In totale, dall’inizio dell’epidemia, in Italia sono morte 35.441 persone.

Terapia intensiva: 65 pazienti in tutto

Aumentano gli attualmente positivi: oggi 757 più di ieri. In tutto ad oggi ci sono 19.195 positivi. Mentre i guariti di oggi sono 192. Complessivamente dopo aver contratto il coronavirus in Italia sono guarite 205.662 persone. L’altra buona notizia, come detto sopra, riguarda il calo registrato oggi nelle terapie intensive, dove oggi i pazienti ricoverati sono 65: -4 rispetto a ieri. Aumentano invece i pazienti ricoverati con sintomi: +74 rispetto alla giornata di ieri, in tutto sono 1.045 i ricoveri ordinari. In isolamento domiciliare si trovano 18.085.

Il perché dei molti contagi

E’ importante precisare che anche oggi la gran parte dei nuovi contagiati risulta asintomatico. Prendiamo a titolo esemplificativo il Piemonte, dove oggi si registrano 40 casi di cui 34 asintomatici. Questo non significa ovviamente che il virus non sta circolando, ma che gli strilloni dell’allarmismo dovrebbero evitare di generare il panico e gonfiare ipocondrie. L’aumento dei casi positivi verificatosi negli ultimi giorni è dovuto infatti a un aumento dei tamponi effettuati su chi non manifesta sintomi, cosa che non accadeva nella fase acuta dell’emergenza quando si facevano tamponi soprattutto su chi palesava evidenti sintomi per evitare di sovraccaricare il sistema sanitario nazionale.

Coronavirus, Italia

Alessandro Della Guglia

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