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Roma, 3 feb – I primi controlli sui 56 italiani tornati da Wuhan sono terminati presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare. Nell’area allestita dall’Unità di difesa chimica, batteriologica, radiologica, nucleare dell’Areonautica i connazionali sono stati sottoposti a un’altra visita (dopo quella già effettuata in Cina) per controllare lo stato di salute. Sebbene siano state preparate anche cinque tende a compressione negativa, nessuno dei 56 passeggeri sembra avere sintomi del coronavirus.



“Screening sul coronavirus”

Stefano Verrecchia, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, aveva detto questa mattina a la Repubblica: “I passeggeri sono 56, stanno bene, nessuno pare avere avuto problemi in volo. Tra di loro ci sono anche sei bambini. L’italiano che è dovuto rimanere a Wuhan perché aveva la febbre è ora sotto osservazione nell’ospedale della città cinese e la sua situazione è monitorata dalla nostra ambasciata. I nostri connazionali adesso faranno lo screening e saranno portati alla Cecchignola dove, se necessario, potranno avere anche assistenza psicologica”.

Diretti alla Cecchignola

Dopo queste prime visite mediche che non avrebbe individuato alcuna sintomatologia riconducibile al coronavirus, i 56 italiani hanno lasciato l’aeroporto di Pratica di Mare per dirigersi verso la città militare della Cecchignola. Sono stati scortati dal personale sanitario (che indossava, proprio come i militari e come i pazienti, mascherine di protezione) a bordo di due pullman militari. I nostri connazionali tornati dalla Cina trascorreranno 14 giorni di quarantena. Ricordiamo che in Cina dieci italiani hanno deciso spontaneamente di restare, mentre un ragazzo di 17 anni che al momento della partenza aveva 37.7 di febbre non è stato fatto salire sul volo.

Ilaria Paoletti

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