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Roma, 3 feb – Siamo al paradosso: domani l’Associazione nazionale partigiani d’Italia presenterà un seminario sulle Foibe nella Biblioteca del Senato, dal titolo “Il fascismo di confine e il dramma delle foibe“. Neanche a dirlo, tra gli interventi dei relatori, troviamo “I crimini dei fascisti (1919-1945)“. Sì, dal 1919 al 1945: un excursus storico che serve a giustificare la reazione dei partigiani e dei titini. Come a dire: dopo tanti crimini perpetuati dai fascisti, c’è stata – per reazione – la tragedia delle Foibe. Insomma, siamo alle solite: gli antifascisti in servizio permanente effettivo devono insozzare la memoria degli italiani infoibati – per di più nei locali del Senato della Repubblica – dando la loro versione dei fatti. In spregio delle istituzioni.

Gli studiosi della resistenza che parlano delle Foibe

Infatti, sarà tale Anna Maria Vinci, dell’Istituto regionale per la storia della resistenza e dell’età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia, a parlare de “Il dramma delle Foibe”. La stessa che, si legge nella scheda personale dell’Università di Trieste, ha tenuto un corso dal titolo:”Dall’Impero austro-ungarico alle Foibe: conflitti nell’area alto-adriatica“. E certo, il famoso conflitto di prigionieri, di donne e bambini, di sacerdoti, di persone disarmate e indifese, infoibate vive dai partigiani. Un titolo che suona come la “Battaglia di Hiroshima”, dove i giapponesi hanno combattuto contro l’atomica americana.

La condanna di Veneziani: “La dittatura sulla Memoria sta diventando insopportabile”

Come stigmatizza su Twitter Marcello Veneziani, è gravissimo che questo evento dell’Anpi si tenga proprio “in vista del Giorno del ricordo (10 febbraio)”, come si legge sul sito ufficiale dei partigiani d’Italia. “È un’infamia storica e un oltraggio ai caduti nelle Foibe  – scrive Veneziani – che in Senato la rievocazione ufficiale sia affidata all’Anpi. La dittatura sulla Memoria sta diventando insopportabile“.

Un evento divisivo che vuole minimizzare l’importanza del Giorno del ricordo

La riprova che l’operazione dell’Anpi sia una vera porcata sta nel comunicato ufficiale dell’evento, dove si legge: “Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo“. Una precisazione che denuncia in modo palese la malafede e la coscienza sporca dei partigiani, che magari temono di perdere la sala della Biblioteca del Senato a causa di eventuali polemiche su un evento così divisivo. Il tutto poi in occasione di una solennità nazionale che celebra una delle pagine più dolorose e sanguinose della guerra civile. Un modo insomma per annullare il significato e l’importanza del Giorno del ricordo.

Adolfo Spezzaferro

10 Commenti

  1. Le foibe non furono un DRAMMA ma un CRIMINE. Occorre sempre chiamare le cose con il proprio nome. Un CRIMINE, uno dei tanti che furono commessi dai “partigini”.

  2. Scommetto che se mi presentassi in Camicia NERA d’ Ordinanza e disarmato a quelle MERDE nella foto …..SCAPPEREBBERO più veloci di Bolt !!!!!! potremmo cronometrarli …..

    scapperebbero come facevano anche negli anni ’40 e successivi !!!!!!

    beh ….. in realtà non sarei disarmato ….. mi basta una penna o una cintura …… non capisco infatti i controlli negli aeroporti …..

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