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Roma, 1 apr – Il governo sta valutando il rinvio delle elezioni regionali e comunali. Un’ipotesi già ventilata a metà marzo e che adesso sta prendendo sempre più corpo tra i giallofucsia. Dunque tutti i comuni e tutte le regioni che sarebbero dovuti andare al voto a maggio, con tutta probabilità ci andranno in autunno, periodo in cui dovrebbe svolgersi pure il referendum sul taglio dei parlamentari già rimandato prima dell’approvazione del decreto ‘Cura Italia’. Il premier Giuseppe Conte, nell’incontro odierno a Palazzo Chigi, avrebbe parlato con le opposizioni dell’eventualità di questo rinvio. A precisare il periodo autunnale come verosimile per tornare alle urne, sarebbe stato poi il ministro per i rapporti con il Parlamento e le Riforme, Federico D’Incà. Dunque il coronavirus sta mettendo in discussione anche le elezioni amministrative e regionali, ma al momento non ci sono certezze sulla nuova data elettorale.



Il governo però starebbe valutando di indire le elezioni amministrative – parliamo di più di mille comuni tra cui quindici capoluoghi di provincia e cinque di regione – in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. Arco di tempo dunque abbastanza ampio, entro il quale si dovrebbe incastrare anche il referendum con opportuno distanziamento rispetto alla data che verrà indicata per le elezioni.

Centrodestra concorde

Situazione anomala e decisamente ingarbugliata ma che sembrerebbe aver già trovato il consenso delle opposizioni, almeno per quanto riguarda il rinvio del voto. Stando a quanto riportato dall’Adnkronos, infatti, il centrodestra avrebbe accolto la proposta avanzata dal governo nel vertice di oggi. Convergenza dettata dall’emergenza coronavirus, con i partiti dell’opposizione che pare vogliano evitare polemiche sulla questione. Esistono poi una serie di problemi tecnici per svolgere le elezioni a maggio, a prescindere dal decorso dell’attuale situazione sanitaria: uffici pubblici parzialmente bloccati, tempi strettissimi per raccolta firme (impossibile tra l’altro con le misure restrittive in atto), difficoltà logistiche per la presentazione delle liste.

Alessandro Della Guglia



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