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Roma, 1 apr – Non bastava il sito in tilt per i troppi, prevedibili accessi nel “click day” per richiedere il bonus da 600 euro, l’Inps ne ha combinata un’altra. Il portale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale infatti ha rivelato “bug”, falle di programmazione, gravissime, pubblicando i dati personali dei cittadini: iban bancari, numeri di cellulare. Un disastro totale, insomma. Il sito ha avuto tutto il tempo per prepararsi all’assalto di oggi e invece ha mostrato tutta la sua inadeguatezza. E ora si chiedono a gran voce le dimissioni del presidente Inps Pasquale Tridico.

Le testimonianze: “Se inserisco la mia password compaiono i dati personali di altri utenti”

Se inserisco la mia password compaiono le coordinate bancarie e il telefono di altri utenti“, è la denuncia di un cittadino iscritto al portale. Finché il sito non è andato in crash, sono stati in tanti ad avere problemi con le credenziali di accesso: utenti scambiati per altri, con la pubblicazione di dati sensibili di altre persone in violazione della privacy. Codici fiscali, posizioni fiscali, contributi, dati anagrafici, dati personali di altri cittadini visualizzati da chi effettuava l’accesso con le proprie credenziali. Un errore che non può essere dovuto ai troppi accessi al sito. “Sono entrato con le mie credenziali – spiega un utente – ma mi hanno fatto accedere alla pagine di un tale Luciano Vangone. Poi andando a controllare in anagrafica mi si è aperta la pagina di un altro signore nella quale c’erano tutti i suoi dati anagrafici. C’è un enorme problema di privacy”. Un altro cittadino sottolinea: “Ogni volta che facevo refresh (aggiorna, ndr) vedevo i dati provati di altri utenti, dal numero di telefono alle richieste per la maternità“. Sulla rete sono state pubblicate molte schermate visualizzate per errore una volta entrati nel sito.

inps

La versione di Tridico: “Problemi dovuti a un attacco hacker”

La condanna per il grave, inaccettabile disservizio è stata unanime, dall’opposizione ai 5 Stelle e ai dem. Per tutta risposta, Tridico ha citato presunti “attacchi hacker” che avrebbero bloccato il sistema da giorni e reso più difficile la programmazione. Una versione dei fatti data anche dal premier Giuseppe Conte. “Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi, e anche stamattina, violenti attacchi hacker” ha spiegato Tridico. Poi il presidente dell’Inps ha sottolineato che “questa mattina si sono sommati ai molti accessi, che hanno raggiunto le 300 domande al secondo, e il sito non ha retto. Per questo abbiamo ora sospeso il sito”.

“Sito temporaneamente non disponibile”

Infatti mentre vi scriviamo sulla home page del sito campeggia questa scritta: “Al fine di consentire una migliore e più efficace canalizzazione delle richieste di servizio, il sito è temporaneamente non disponibile. Si assicura che tutti gli aventi diritto potranno utilmente presentare la domanda per l’ottenimento delle prestazioni”. Tridico ha assicurato che il sito sarà presto riaperto, sebbene “con una modalità diversa: la mattina, dalle 8 alle 16, a patronati e consulenti, dalle 16 in poi anche ai cittadini“.

Meloni: “Oltre al danno di ricevere poco più di un’elemosina anche la beffa”

“Preoccupante la situazione in termini di sicurezza dei dati e di privacy degli utenti”, ha scritto su Facebook Giorgia Meloni, secondo cui “oltre al danno di ricevere poco più di un’elemosina, ora migliaia di lavoratori rimasti senza reddito sono costretti a subire un vero e proprio calvario digitale per avere dallo Stato i pochi euro che il governo ha stanziato. Purtroppo – ha sottolineato la leader di Fratelli d’Italia – non è un pesce d’aprile, ma una drammatica verità”. “Interrogheremo il governo per conoscere le ragioni per le quali i dati personali di migliaia di cittadini italiani siano stati diffusi dal sistema Inps. Anche in passato vi sono stati ‘Clik day’ come quello camuffato di oggi, ma mai si sono registrate queste clamorose disfunzioni, disagi e violazioni”, annuncia Marco Silvestroni.

Lega: “Alla faccia della privacy! Chi pagherà per questo scempio?”

Dura anche la critica della Lega: “Non ci voleva uno scienziato per capire che sarebbe andata così. Migliaia di persone dalle 7 del mattino stanno provando ad accedere ma in 3 ore non sono riusciti neanche a vedere l’home page – si legge in una nota -. E chi è riuscito miracolosamente ad entrare si trova loggato nel profilo di altri, potendo accedere, così, a tutti i dati sensibili. Alla faccia della privacy! Chi pagherà per questo scempio? – è l’accusa del Carroccio – Non solo il governo ha previsto una cifra ridicola per gli autonomi, ma ora è anche iniziata anche l’odissea per ricevere il misero bonus. Vorremmo che per una volta agli annunci mirabolanti di Conte corrispondesse la realtà”.

Interrogazione di Forza Italia sui disagi causati dall’Inps

Il gruppo di Forza Italia alla Camera ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro e delle politiche sociali “sui disagi causati dall’Inps a tutti coloro che tentano di operare online sul sito dell’Istituto”. Nell’atto ispettivo si chiede al governo “come intende garantire l’accessibilità di tutti i servizi erogati da Inps on-line, anche alle persone con disabilità. Quali provvedimenti prenderà affinché siano accertate le responsabilità connesse al malfunzionamento del sito internet dell’Inps riscontrate il 1 aprile 2020. Quali azioni adotterà nei confronti di eventuali responsabili. Se corrisponde al vero che il sito dell’Inps è stato oggetto di un attacco hacker, e quali siano gli elementi in supporto della dichiarazione rilasciata a riguardo dal presidente dell’istituto”. Forza Italia sottolinea che “quanto sta accadendo in questi giorni al sito dell’Inps è di una gravità inaudita. Roba da dilettanti allo sbaraglio. Intollerabile che nessuno abbia previsto l’aumento esponenziale degli accessi e i possibili atti di violazione del portale”.

Adolfo Spezzaferro

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