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Roma, 27 feb – In Italia continuano purtroppo a salire i casi di persone contagiate dal Coronavirus. Adesso, stando ai dati forniti dalla Protezione Civile, i positivi sono 650. Aumentano al contempo anche le vittime: ora sono 17. Sicuramente guarite invece 45 persone. Oltre a quest’ultimo dato c’è però un’alta buona notizia: i ricercatori dell’Ospedale Sacco di Milano hanno isolato il ceppo italiano del Coronavirus. Il professor Massimo Galli, direttore dell’Istituto di scienze biomediche, lo ha annunciato all’Ansa illustrando i risultati del lavoro di ricerca, coordinato dalla professoressa Claudia Balotta, che procede ininterrottamente da domenica scorsa. Della squadra che è riuscita a isolare il ceppo italiano del virus cinese, fanno parte le ricercatrici Alessia Laoi, Annalisa Bergna e Arianna Gabrieli. Sono tutte e tre precarie, come lo era la ricercatrice dello Spallanzani. Oltre a loro, nell’equipe che è riuscita nell’impresa vi sono il ricercatore polacco Maciej Tarkowski e il professor Gianguglielmo Zehender.

Un vaccino italiano contro il Coronavirus?

“Abbiamo isolato il virus di 4 pazienti di Codogno”, ha spiegato il professor Galli specificando che “siamo riusciti a isolare virus autoctoni, molto simili tra loro ma con le differenze legate allo sviluppo in ogni singolo paziente“.  La scoperta darà la possibilità ai ricercatori di “seguire le sequenze molecolari e tracciare ogni singolo virus per capire cos’è successo, come ha fatto a circolare  e in quanto tempo”. E’ una novità importante perché il passo successivo sarà quello di studiare lo sviluppo di anticorpi e di conseguenza di cure e di vaccini da parte dei laboratori farmaceutici.

Un altro italiano sta poi per iniziare il suo iter di un vaccino contro il Coronavirus. La prima sperimentazione sarà effettuata sugli animali, per poi passare al test sull’uomo. Purtoppo però i tempi burocratici sono piuttosto lunghi. “Abbiamo realizzato il progetto molecolare del vaccino – ha dichiarato Luigi Aurisicchio, amministratore delegato dell’azienda di biotecnologie Takis e coordinatore del consorzio Europeo EUImmunCoV – e saremmo pronti a testarlo negli animali per metà marzo, ma la normativa italiana sulla sperimentazione animale è più restrittiva rispetto a quella di altri Paesi europei”. Secondo Aurisicchio, “sarebbe possibile avere i primi risultati sugli animali dopo circa un mese, dopodiché in collaborazione con l’Istituto Spallanzani potremmo passare ai test cellulari per verificare se il vaccino è in grado di neutralizzare il coronavirus”.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. Se ho ben capito, il virus, partito dalla Cina, arriva ai confini italiani, trova le porte aperte, entra, viene accolto a braccia aperte, acquista la cittadinanza italiana e forma un ceppo tutto italiano.

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