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Roma, 10 mar – L’annuncio fatto ieri sera dal premier Giuseppe Conte sull’estensione a tutta Italia della zona protetta per l’emergenza coronavirus ha scatenato la psicosi della corsa alle provviste. Questo anche se il nuovo decreto prevede la possibilità di uscire di casa per andare a fare la spesa. Né tra le misure è prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari. Né sarà bloccato il traffico di merci e di beni alimentari. Ciononostante, e tenendo conto del fatto che invece sono vietati proprio gli assembramenti di persone – perché favoriscono la diffusione dei contagi -, in tutta Italia ieri sera tardi sono stati presi d’assalto i supermercati aperti 24 ore su 24.

 A Roma e Napoli lunghe file

Ieri sera tardi nella Capitale la gente si è messa in coda fuori con i carrelli attendendo il turno per entrare. Al Todis di via Tuscolana a Roma si entra scaglionati: commessi controllano il flusso, concedono ingressi poco per volta, impongono la distanza di sicurezza alle casse e i guanti al reparto ortofrutta. Stessa cosa al Carrefour h24 a Garbatella. “Le persone fanno incetta anche di saponi e disinfettanti, l’alcol va a ruba ed è praticamente esaurito”, dice un commesso. Nei carrelli provviste da scenari apocalittici: patate, biscotti, latte, zucchero e chili di farina. Stesse scene a Napoli sempre nei market aperti tutti la notte. Anche qui scorte da guerra, carrelli pieni e code. Sui social rimbalzano le immagini di questa corsa alle provviste. “C’è il virus non la carestia”, commentano gli utenti e da molti arriva l’esortazione a “restare a casa“.

A Palermo interviene la polizia per evitare tafferugli fuori dal supermercato

La notizia della zona protetta in tutta Italia ha scatenato la corsa all’acquisto anche a Palermo, dove è stato preso d’assalto da tanti palermitani il supermercato di una nota catena aperto anche nelle ore notturne nella centralissima via Libertà. Sono dovuti intervenire gli agenti di polizia per evitare tafferugli.

Lunghe code anche a Torino

C’era la coda fino in corso Bramante – spiega un signore appena uscito dal market di corso Turati a Torino -, ci siamo messi in coda e abbiamo aspettato”. “Sarebbe stato intelligente predisporre dei piccoli presidi delle Forze dell’ordine o quantomeno della Protezione civile a controllare gli ipermercati aperti di notte, per informare sui dettagli del decreto ed evitare panico e assembramenti – commentano Augusta Montaruli e Maurizio Marrone, parlamentare e capogruppo in Regione Piemonte di Fratelli d’Italia -. Sarà comunque necessario predisporli anche oggi per impedire code che diventano veicoli perfetti di contagio con l’effetto opposto di quello voluto”. “Il nostro appello alla popolazione – aggiungono i due esponenti di Fratelli d’Italia – è di non perdere la testa con gesti così insensati: troveranno la spesa desiderata durante i normali orari di apertura, meglio ancora se nei negozi di commercio al dettaglio o nei mercati rionali all’aperto, con meno rischi di assembramento e contagio”.

Adolfo Spezzaferro

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