Roma, 13 giu – L’incrociatore russo Varyag, gemello dell’ormai celebre Movska affondato lo scorso aprile nel Mar Nero, è stato avvistato largo delle coste della Puglia. Stando a quanto riportato da The Shipyard, sito specializzato che ha lanciato l’allarme, la nave russa avvistata è per l’esattezza un vascello di classe Slava. E’ scortato nel Mar Ionio da un’altra nave, di supporto: la Ammiraglio Tributs, che la protegge da potenziali attacchi aerei o da parte di sottomarini. Lo stesso incrociatore Varyag era stato segnalato nei giorni scorsi a circa 150 miglia dal golfo di Taranto, in acque internazionali. A quanto riportato da fonti qualificate, adesso si trova a circa 300 miglia di distanza dalle coste pugliesi e si sta dirigendo verso Creta.

Cosa ci fa un incrociatore russo davanti alla Puglia

Nato e Russia si punzecchiano nel Mediterraneo. Non è una novità, ma è pur sempre la dimostrazione che i venti di guerra possono soffiare oltre i confini ucraini. Per ora si tratta semplicemente di schermaglie ed è verosimile che restino tali. Mostrare i muscoli alzando la tensione, anche nelle acque del Mare nostrum rientra insomma nel braccio di ferro tra Washington e Mosca. Nei giorni scorsi il capo di Stato Maggiore della Marina, l’ammiraglio Enrico Credendino, aveva fatto presente che al momento vi sono 18 navi militari russe nel Mar Mediterraneo, più due sommergibili. Un numero senz’altro importante, se consideriamo che nel 2016 ne era presente soltanto una.

E’ però dall’inizio del conflitto in Ucraina che davanti alle coste italiane si aggirano navi da guerra russe, anzi a dirla tutta ne erano state avvistate sei già il 31 gennaio scorso. In quel caso attraversarono il Canale di Sicilia e secondo alcuni analisti avrebbero dovuto raggiungere la Crimea. In realtà le sei navi russe erano arrivate nel Mediterraneo dal Mare di Barents e si dirigevano verso le base navale di Tartus, in Siria, l’unica a disposizione di Mosca nel Mare nostrum.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. Gli over 60 ricorderanno lo sketch di Pino Caruso:
    “Nieeente, ci mettiamo due sommeggibbili nel potto di Ciapani e psssst, psssst, pobblema risolto”.
    Ecco, mutatis mutands, magari con Taranto, la ricetta è quella.

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