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Roma, 12 apr – Un appello concreto sebbene coi toni della disperazione quello dei medici specialisti a Draghi, attraverso il FOCE (Confederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi).  Un report sconfortante che parla di undici milioni di italiani, malati, che causa pandemia da Covid o per meglio dire di una certa gestione del sistema Salute si sono ritrovati in grandi difficoltà e ora non hanno tempo da perdere.

Gli specialisti inviano a Draghi report su malati gravi

Secondo il rapporto inviato a Draghi, titolato “Stato della gestione delle patologie oncoematologiche e cardiologiche durante la pandemia da Covid in Italia”, sarebbero 160.000 i pazienti cardiologici, 150.000 pazienti e 70.000 oncoematologici in corso di trattamento attivo o trattati negli ultimi 6 mesi, che avrebbero già dovuto ricevere il vaccino per il Covid. Nella data del 20 marzo, però, appena  il 7,3% dei pazienti oncologici erano stati vaccinati. Difficoltà che si va ad aggiungere a quelle che un malato grave ha già dovuto subire tra ritardi e complicazioni varie causa ruolo predominante del Covid su tutte le altre malattie, soprattuto a livello organizzativo.

Medici specialisti e il “Piano Marshall” per la Sanità

Il FOCE mette sul piatto un rapporto fatto di proposte pratiche, un “Piano Marshall” per il sistema sanitario. Come si legge nel rapporto consultabile online, in un passaggio ripreso anche da Repubblica, “tra marzo e dicembre 2020  ci sono stati 108.178 decessi in eccesso rispetto agli anni precedenti. Se il 69% è riconducibile a Covid, almeno il 31% è rappresentato da morti legate a patologie non Covid, soprattutto tempo-dipendenti, duvute alla mancata assistenza. Basti pensare che per le malattie cardiologiche la mortalità è raddoppiata. I motivi erano già stati analizzati in un precedente documento inviato lo scorso novembre all’allora Presidente del Consiglio Conte e al Ministro Speranza: ritardi o cancellazioni di interventi chirurgici cardiologici e per tumore dovuti all’affollamento delle terapie intensive; diminuzione degli accessi al pronto soccorso e alle unità di terapie intensive dei pazienti con infarto; 20-30% dei trattamenti oncologici ritardato, se non cancellato; arresto o forte rallentamento degli screening oncologici; quasi azzeramento dei controlli dei pazienti in follow up”.

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“Un anno di emergenza, nessun intervento strutturale”

“È doveroso constatare che su questi aspetti dopo un anno di emergenza non è stato operato nessun intervento né strutturale, né organizzativo atto a ridurre queste criticità”, scrivono gli esperti. E ancora, per i pazienti oncologici: “Vengono diffusi dati allarmanti sulla tardività delle diagnosi e quindi l’osservazione di tumori sempre più avanzati. Inoltre, permane la segnalazione dell’eliminazione di oltre 2 milioni di esami di screening e soprattutto l’assenza di dati recenti sullo stato di recupero di questi esami, che sembra assolutamente carente su quasi tutto il territorio nazionale”. Una situazione insostenibile dopo mesi e mesi di investimenti in soluzioni anti-contagio talvolta risibili (come i banchi a rotelle) quella che stanno vivendo milioni di italiani malati gravi senza ombra di dubbio. L’emergenza per alcuni italiani è uno status quo da ben prima del Covid e oggi come allora non vanno lasciati indietro.

Ilaria Paoletti

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