Roma, 4 apr – Un detenuto evaso, una versione quasi italiana de “Il fuggitivo”, ma non è un film e non è statunitense. Non Harrison Ford ma un determinato 48enne. Non accusato di omicidio ma di rapina. Una storia affascinante riportata su Tgcom24.

Il detenuto evaso, girovago nei boschi

Il detenuto evaso si chiama Massimo Riella ed è evaso il 12 marzo scorso. Adesso si nasconderebbe nei boschi attorno a Brenzio, nel Comasco, e sarebbe aiutato dai residenti della zona. È il padre Domenico a lanciare questa ipotesi, sostenendo che “la gente lo sfama e lo protegge”. Massimo ha 48 anni ed era in cella per una rapina: l’accusa è di aver aggredito e derubato una coppia di novantenni. Approfittando di un permesso ottenuto per far visita alla tomba della madre, è scappato.

“Massimo è scappato perché si ritiene innocente”

Il padre dell’uomo così commenta la fuga: “Massimo è scappato perché si ritiene innocente. Il mio Massimo è mezzo matto, mi ha fatto disperare… Però non è tipo da picchiare gli anziani. È stato incastrato da un tizio che ha ospitato per una notte. È stato quell’uomo ad aggredire i due novantenni, usando un coltello sul quale c’erano le impronte di mio figlio. Non ci vuole un genio”. Sempre secondo il signor Domenico, le persone che lo aiutano “lo tengono una notte a testa”. Per meglio dire, “la gente se lo passa di casa in casa. Il mio Massimo non vaga nei boschi cacciando a mani nude…Lo tengono una notte a testa, quindi riparte. Semplice”. D’altronde a Brenzio, frazione di Gravedona ed Uniti, vivono pochissime persone, 36 per l’esattezza, e si conoscono tutte.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Approfittando di un permesso è evaso… fa sempre un po’ sorridere. Si è semplicemente prolungato illegalmente il permesso.

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