Roma, 4 lug – “Un disastro inimmaginabile, una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l’identità delle vittime perché i corpi sono stati smembrati” dalla colata di ghiaccio e sassi. Quanto affermato all’Ansa dagli inquirenti riguardo al crollo sul ghiacciaio della Marmolada, verificatosi nella giornata di ieri, inquadra l’accaduto in tutta la sua drammaticità.

Marmolada, cos’è successo

“Una valanga di neve, ghiaccio e roccia ha colpito un sentiero di accesso in un momento in cui c’erano diverse cordate, alcune delle quali sono state spazzate via”, ha dichiarato la portavoce dei servizi di emergenza, Michela Canova. La massa di materiale staccatosi avrebbe percorso circa 500 metri a una velocità stimata di 300 km orari.

Il Soccorso Alpino ha fatto sapere che il distacco di sarebbe verificato nei pressi di Punta Rocca, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta della montagna. Sabato sulla Marmolada era stato raggiunto il record delle temperature: in vetta erano stati segnalati ben 10 gradi. Secondo Massimo Frezzotti, professore di scienze all’Università Roma Tre, a causare il crollo sarebbe stato l’insolito clima caldo legato al riscaldamento globale, con precipitazioni in calo addirittura del 40-50% durante un inverno secco. “Le condizioni attuali del ghiacciaio corrispondono a metà agosto, non all’inizio di luglio”, ha dichiarato. Intanto la procura di Trento ha aperto un fascicolo su quanto accaduto. Il reato ipotizzato è quello di disastro colposo, a carico di ignoti.

Le vittime e i dispersi

Il bilancio, ancora parziale, è di 6 morti, 8 feriti e 20 dispersi. Le vittime confermate sono 6: tre italiani, un cecoslovacco, un uomo e una donna non ancora identificati. Ma visto il numero dei dispersi il bilancio delle vittime molto probabilmente è destinato ad aggravarsi. Le ricerche intanto continuano, con i vigili del fuoco che per tutta la notte hanno presidiato con i droni la zona della Marmolada dove si è verificato il crollo.

Nella giornata di oggi fondamentali saranno le condizioni meteorologiche, al fine di valutare l’intervento diretto dei soccorritori. Determinanti in chiave sicurezza saranno freddo e basse temperature, considerato che sulla montagna c’è ancora un’enorme quantità di ghiaccio pericolante.
Tra i dispersi vi sono sicuramente cittadini italiani, tedeschi, cechi e rumeni.

C’è un numero dove segnalare gli eventuali dispersi: 0461/495272. A istituirlo, in italiano e in inglese, è stato il Soccorso Alpino. Quest’ultimo ha rimarcato che il numero in questione deve essere utilizzato soltanto per segnalare il mancato rientro di amici e familiari.

Alessandro Della Guglia

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